Durante la conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sul caso dei tre bambini allontanati dalla famiglia nel Chietino, affrontando il tema degli affidi e delle sottrazioni dei minori alle famiglie. Un intervento che ha subito acceso il dibattito pubblico, toccando aspetti giuridici, sociali e culturali.
Rispondendo a una domanda dei giornalisti, Meloni ha chiarito la sua posizione sul principio generale che dovrebbe guidare queste decisioni. “Io penso che quando si tolgono dei bambini ai loro genitori si debba avere la certezza che quei bambini stanno meglio lontani dai loro genitori piuttosto che con i loro genitori”, ha affermato la premier. Ha poi aggiunto: “Penso che il caso degli affidi e dei bambini che vengono sottratti alle famiglie siano dei casi che dovrebbero essere nel nostro ordinamento molto estremi”, ovvero per “casi di pericolo, casi di rischi per l’incolumità”.
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Famiglia nel bosco, l’intervento di Giorgia Meloni con un accenno polemico
La presidente del Consiglio ha quindi spostato l’attenzione sul piano culturale e valoriale, mettendo in guardia da derive morali o ideologiche. “Se la questione diventa morale abbiamo un problema”, ha puntualizzato, “se la questione diventa ideologica, penso che abbiamo un problema, se la questione diventa stabilire qual è il giusto contesto di educazione e allora qualcuno mi deve spiegare perché dei bambini non possono crescere in un bosco, ma possono crescere in un campo rom, in una baraccopoli, possono essere mandati a chiedere l’elemosina”.

Meloni ha poi richiamato il ruolo tradizionale dell’ordinamento italiano nei confronti delle famiglie in difficoltà. “Il nostro ordinamento – ha detto la presidente del consiglio – storicamente di fronte a una famiglia in difficoltà lavora per aiutare la famiglia in difficoltà, non per aggiungere anche il trauma della separazione”. Da qui, secondo la premier, nasce la necessità di un approfondimento: “Questo fenomeno, a mio avviso, potrebbe essere un po’ sfuggito di mano”, ed è per questo che “ho chiesto a Nordio di mandare un’ispezione, ma ho chiesto al ministro Nordio di avere un quadro complessivo su quanti siano i minori sottratti alla famiglia in Italia”.

Famiglia nel bosco, Meloni: Minori vanno sottratti in casi estremi. Non escludo intervento legislativo pic.twitter.com/qAjOM0pyL6
— Agenzia VISTA (@AgenziaVISTA) January 9, 2026
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha definito “incredibile” che non esista ancora “un monitoraggio immediato” sul fenomeno. Ha ricordato che il governo ha già depositato una proposta di legge in Parlamento che prevede l’istituzione di due registri sul tema, “uno presso ogni tribunale, anche per decidere se sia il caso di intervenire su un piano legislativo”.
In chiusura, Meloni ha ribadito la volontà dell’esecutivo di approfondire la questione. “Credo che sia arrivato il momento di studiare” questo tema “un po’ più a fondo”, ha concluso. “Il governo ha messo in campo gli strumenti che sono propedeutici a farlo con il monitoraggio, ma non escludo che su questo possa essere in futuro necessario un intervento di natura legislativa”.


