“Allora ci dimettiamo”. Guai per il premier Conte, due ministri pronti a lasciare

Mentre il premier Conte chiede coesione alla maggioranza per l’avvio in tempi rapidi del Recovery, arrivano delle bordate dalla sua stessa maggioranza, senza precedenti. Il premier Giuseppe Conte interviene alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo dopo la giornata di ieri segnata da intense fibrillazioni sul fronte politico. Alla fine l’intesa sul Mes è stata raggiunta, e oggi Italia Viva ha firmato la risoluzione di maggioranza dopo l’intervento in Aula del presidente del Consiglio. “Rimane urgente una soluzione che, dando attuazione all’accordo di luglio, superi il veto ungherese e polacco e consenta il tempestivo avvio di Next Generation Eu e il piano pluriennale.

I cittadini non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto, che rappresenta un profondo e irreversibile cambiamento di paradigma delle politiche economiche dell’Unione” ha affermato Conte alla Camera. Ma sul fronte maggioranza i problemi si fanno sentire: “Se non si ritira la task force, io e la ministra Bellanova pronte alle dimissioni”. Così la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti (Italia Viva) a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. (Continua a leggere dopo la foto)


E ancora: “Per essere al servizio dell’Italia serve collaborazione per progetti concreti di rilancio. Ma serve farlo con il governo. Io ho giurato sulla Costituzione italiana, che prevede un processo democratico che deve essere tutelato. Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi”. (Continua a leggere dopo la foto)

E ancora: “Il Recovery plan definirà la vita degli italiani per i prossimi 30 anni ed è al Parlamento che il governo deve rendere conto. La regia di questo progetto deve essere in mano al governo”. E sul Mes: “Il voto di Italia Viva ci sarà se la posizione del governo resterà europeista. Precludere oggi di accedere al Mes per questioni ideologiche è dannoso non per Italia Viva, ma per il Paese”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Poi conclude: “Evidente che quei miliardi ci servono per dare una risposta ai cittadini”. La ministra Bonetti parla dell’intervista di Lilli Gruber a Maria Elena Boschi: “L’accanimento sulla vita privata delle persone è sempre fuori luogo, soprattutto se si è chiamati a commentare le scelte politiche del Paese. Da cittadina che ascoltava mi aspettavo un approfondimento politico e non sul bacio tra l’onorevole e il suo compagno”.

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