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Crans Montana, l’annuncio di Bertolaso sui feriti ricoverati

  • Italia

L’incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans Montana continua a lasciare un segno profondo, non solo per la violenza delle fiamme ma anche per le conseguenze che, a distanza di settimane, ancora coinvolgono i giovani rimasti feriti. Un episodio che ha scosso l’opinione pubblica tra Svizzera e Italia, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei locali e della gestione delle emergenze in contesti affollati.

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Nei giorni immediatamente successivi al rogo, la priorità assoluta è stata il soccorso dei ragazzi più colpiti, molti dei quali trasportati d’urgenza in Lombardia. Gli ospedali milanesi hanno accolto i feriti in condizioni critiche, avviando percorsi complessi di cura che hanno richiesto competenze altamente specialistiche, soprattutto per quanto riguarda le ustioni estese e le complicazioni respiratorie.


Crans Montana, l’annuncio dal Niguarda

Con il passare delle settimane, il quadro clinico è stato costantemente monitorato dalle strutture sanitarie coinvolte e dalle istituzioni regionali. A fare il punto sulla situazione è stato l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso, intervenuto martedì 10 febbraio a margine del consiglio regionale, offrendo un aggiornamento dettagliato sull’evoluzione delle condizioni dei pazienti.

Secondo quanto riferito dall’assessore, una parte significativa dei giovani ricoverati ha potuto lasciare l’ospedale. Un terzo dei ragazzi feriti nei primi giorni di gennaio è stato infatti dimesso, mentre restano sotto osservazione coloro che presentavano i quadri clinici più complessi, seguiti con estrema cautela proprio per evitare possibili peggioramenti improvvisi.

Il percorso di cura, però, resta delicato. Come spiegato da Bertolaso, in casi di grandi ustionati la prudenza è fondamentale, perché possono sempre emergere complicazioni, in particolare di tipo infettivo. Per questo motivo le prognosi non sono state ancora completamente sciolte, nonostante i segnali incoraggianti registrati nelle ultime settimane.

Importanti novità riguardano anche l’organizzazione dei reparti. Tutti i ragazzi che inizialmente erano ricoverati in terapia intensiva al Niguarda sono stati trasferiti nel reparto grandi ustioni dello stesso ospedale, segno di un’evoluzione clinica che ha consentito di superare la fase più acuta. Anche Lorenzo, il giovane seguito al Policlinico di Milano, ha proseguito il suo iter terapeutico con ulteriori medicazioni prima del rientro nel centro specializzato.

“Ci vorrà parecchio tempo per alcuni di loro”, ha sottolineato l’assessore, rimarcando come il recupero sarà lungo e richiederà pazienza. Allo stesso tempo, però, ha evidenziato la soddisfazione per il lavoro svolto finora dai medici e dal personale sanitario, che hanno accompagnato passo dopo passo i ragazzi in un percorso di cura complesso ma costante.

Nel racconto di queste settimane non è mancato anche un momento dal forte valore simbolico. Bertolaso è tornato sulla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuta lo scorso 2 febbraio. Un gesto che ha rappresentato un segnale di vicinanza istituzionale e umana verso i giovani feriti e le loro famiglie, in un momento di grande fragilità.

“Gli siamo molto grati per questa sua grande disponibilità”, ha detto l’assessore, ricordando come l’incontro con il Capo dello Stato abbia avuto un impatto positivo sul morale dei ragazzi ricoverati al Niguarda. Vedere il rappresentante massimo delle istituzioni accanto a loro ha significato sentirsi sostenuti, incoraggiati e meno soli in una battaglia che si combatte giorno dopo giorno.

Solo ora, alla luce degli ultimi aggiornamenti clinici, è stato possibile affermare che i giovani feriti nell’incendio di Crans Montana sono fuori imminente pericolo di vita, anche se il cammino verso una completa guarigione resta ancora lungo e richiederà attenzione costante.


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