Qualche piccolo segnale positivo si sta avvertendo in questi giorni, ma l’emergenza coronavirus non sta per terminare. La speranza in Italia è che ci sia un rallentamento sempre più veloce dei casi di contagio, affinché possano essere trascorse festività natalizie più serene, anche se diverse rispetto agli anni passati. Il premier Giuseppe Conte ha infatti precisato che non ci sarà possibilità di dare vita a grandi festeggiamenti, con baci, abbracci e organizzazioni di cenoni e veglioni.
Nelle ultime ore il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, ha dichiarato: “Il cenone classico, con 20 persone, quest’anno non si può fare, non ce lo possiamo permettere. Sicuramente il trendi è positivo e quindi una riduzione della tensione e la riapertura di alcuni spazi come i luoghi di ristoro tradizionale sarà possibile, probabilmente in alcune parti del Paese già dal 3 dicembre”. Ma a preoccupare sono alcune affermazioni dell’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. (Continua dopo la foto)

Intervenendo alla trasmissione radiofonica ‘105 Friends’ di Radio 105, ha affermato: “Tra febbraio e marzo ci sarà una terza ondata Covid e se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti belli liberi dal virus si sbaglia”. Poi si è soffermato sulla regione Umbria, dove ricopre l’incarico di consulente della Regione: “La situazione è abbastanza sotto controllo grazie anche agli ospedali da campo militare e della Croce Rossa che sono stati montati a Perugia e Terni. Credo sia in grado di resistere”. (Continua dopo la foto)
In precedenza, Bertolaso aveva parlato anche del caso Calabria: “Siamo un paese a macchia di leopardo. Abbiamo delle eccellenze spettacolari e poi delle realtà tipo la Calabria. Se a scoprire che Saverio Cotticelli non sapeva di essere responsabile è stato un giornalista significa che nessuno da Roma lo aveva mai controllato, aveva mai verificato quello che stava combinando in Calabria. Credo che il problema fondamentale nel nostro Paese sia che chi sta sopra i tecnici sanitari pensa ad altro”. (Continua dopo la foto)

Queste le parole di Conte sul Natale: “A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive”.
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