“Per la settimana prossima ci aspettiamo il picco, realistico pensare a 30-40mila casi”. Lo ha affermato Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri intervistato a Radio Capital sull’emergenza coronavirus.
“Tutto dipenderà da noi, dalla nostra capacità di evitare il contagio. Atteniamoci alle disposizioni – ha evidenziato Garattini – Se tutti avessero stili di vita adeguati e ci fosse un’adeguata prevenzione, forse saremmo più resistenti. La diffusione di virus e batteri continuerà a esserci, dobbiamo ripensare il mondo della salute”. “Bisognerebbe fare tamponi più mirati, in particolare agli operatori sanitari e a quelli più a rischio”, aggiunge, evidenziando che “si sta studiando anche un farmaco che fu usato per ebola, in Cina è in fase avanzata. Poi c’è l’anticorpo che stanno studiando in Olanda. Ma c’è bisogno di tempo, anche per la sperimentazione”. Continua dopo la foto

A breve bisogna vedere qual è l’efficacia del farmaco che stanno studiando a Napoli – prosegue- Sarebbe bene che, siccome ci sono già un po’ di pazienti, i risultati venissero resi noti. Siamo un Paese poco preparato a questo tipo di attività, abbiamo reso la ricerca quasi inesistente, la finanziamo molto meno di qualsiasi altro paese europeo. Dobbiamo pensare anche a questo”. Continua dopo la foto

Quando finirà? Difficile dirlo. Forse a fine aprile. Come è stato riportato su alcuni quotidiani nei giorni scorsi, la previsione ufficiale del governo, contenuta nella relazione tecnica del terzo decreto sull’emergenza, colloca il picco, cioè il punto più alto della curva ascedente dei contagi, il 18 marzo. Ancora due giorni. La stima, spiegano, si basa sull’andamento dei contagi fino all’8 marzo ed elabora una previsione per i giorni successivi, con un raddoppio e poi un calo graduale che sarebbe dovuto alle misure di contenimento. Alla fine, si raggiungerebbe un totale di 92mila contagi. Continua dopo la foto

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Al momento, sembra che i numeri siano corretti: per il 15 marzo le stime parlavano di 3.500 nuovi casi e se ne sono contati 3.590. Per oggi 16 marzo dovrebbero essere meno di 4mila. Se l’andamento segue le previsioni, anche alla luce dei provvedimenti restrittivi presi dal governo incrociati al periodi di incubazione dell’infezione, l’emergenza sarà da considerarsi esaurita per il 25 aprile. Di nuovo, data fatidica per l’Italia.
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