Italia senza zone rosse da oggi. Dopo la firma dell’ordinanza del governatore Marco Marsilio, anche l’Abruzzo diventa arancione, ma è polemica con il Governo, secondo il quale la regione deve aspettare il 9 dicembre. Marsilio tuttavia tira dritto. “Confermo quello che ho già detto ieri. Da oggi l’Abruzzo è in zona arancione e l’ordinanza è già vigente. Alle 15, comunque, ne parlerò durante una conferenza stampa”, ha detto all’Adnkronos il presidente della regione Abruzzo.
L’ordinanza, secondo la regione, ha efficacia dal momento della sua pubblicazione. Già da questa mattina quindi si applicherà la disciplina prevista nelle cosiddette zone arancioni per gli esercizi commerciali. Il completamento del percorso avverrà mercoledì 9 con la riapertura delle scuole, dopo esattamente 21 giorni di disciplina in zona rossa. Continua dopo la foto

L’anticipazione non è piaciuta al ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: “Se l’Abruzzo tornasse in zona arancione da mercoledì avrebbe l’intesa del Ministero della Salute. Se decide autonomamente di andare in zona arancione da domani mattina – avverte l’esponente Pd – sarà diffidato perché diventa inevitabile tutelare sul piano sanitario tutti gli abruzzesi e tutti gli italiani”. Continua dopo la foto

Insieme alle riaperture, torna sul banco il problema scuola con le lezioni in presenza che dovrebbero essere realtà per tutti dal 7 gennaio. Ma non basta. Secondo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina potrebbe rimanere aperta fino, se non oltre, al 30 giugno. Sarebbe questa l’ipotesi su cui sta ragionando il ministero. La ministra pentastellata lo ha già proposto alle Regioni, che dovranno decidere sul tema e valutare la reale fattibilità del piano. Continua dopo la foto


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In ogni caso la scuola potrebbe rimanere aperta più a lungo, per permettere ai ragazzi che hanno fatto dad per molto tempo per via della pandemia di recuperare le attività. Sempre che non ci siano ulteriori stop causati da un’impennata dei contagi. Non si parla però di agosto. Al massimo, dice Azzolina “si può pensare al massimo ad allungare il calendario scolastico al mese di giugno”. Di certo, sottolinea il Messaggero che ha lanciato l’indiscrezione, in questo piano si dovrà tenere conto di tante problematiche, non solo logistiche ma anche ambientali. Del fatto che molto istituti, soprattutto al Sud, non hanno l’aria condizionata nelle aule, e quindi sarebbe difficile svolgere l’attività scolastica con le alte temperature estive, tenendo fra i banchi i ragazzi, in classe già affollate. Implacabile è partita la polemica con richieste di una linea da seguire. L’unica cosa certa, ha spiegato il ministro Azzolina a L’Aria di Domenica su la 7 è che quando ripartirà la didattica in presenza i ragazzi non saranno costretti a fare lezione anche la domenica: “Il sabato in classe, c’è già soprattutto al Sud, per la domenica non penso sia da perseguire, anche le famiglie non lo vogliono”.
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