Nuovo focolaio di Coronavirus a Viareggio (Lucca). Sotto la lente di ingrandimento 8 persone di origine bengalese, residenti a Viareggio, facenti parte di due nuclei familiari differenti, e quattro loro ospiti. Il contagio, annuncia la Asl Toscana nord ovest, si sarebbe propagato da uno degli ospiti delle famiglie, proveniente dalla capitale del Bangladesh, Dacca, e arrivato a Roma la settimana scorsa. L’ allerta è arrivata alla Asl dalla Regione Toscana passando dal ministero della Salute. Finora sono risultate positive al Coronavirus ben 10 persone, tra queste dieci, una è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno. Le condizioni del paziente ricoverato sono buone. Per quanto riguarda le altre 9 persone, sono state trasferite all’interno di un albergo sanitario, mentre altri 2 sono risultati negativi, con l’obbligo di trascorrere la quarantena in casa. (Continua dopo la foto)

L’igiene e sanità pubblica della Asl Toscana nord ovest, sta portando a termine l’inchiesta epidemiologica per prendere atto di quali siano stati gli contatti lavorativi “a rischio”. L’obiettivo è quello di poter così dare il via a tutte le precauzioni che si renderanno indispensabili ad evitare la propagazione del Coronavirus. Non si è reso necessario l’intervento dispositivo da parte del primo cittadino di Viareggio, poiché tutti i 9 soggetti hanno accettato di spontanea volontà la reclusione all’interno dell’albergo sanitario. La conclusione è che l’Italia, già in ginocchio, non può in alcun modo permettersi di affrontare di nuovo il propagarsi del virus. Se dovesse accadere un altro “fermi tutti” le ripercussioni sia in ambito sociale che economico sarebbero devastanti. (Continua dopo la foto)
Oltre a Viareggio (Lucca), altri focolai hanno fatto capolino negli ultimi giorni. Una ventina, sparsi per lo Stato, causati da casi di importazione estera, ma anche da assembramenti, feste e atteggiamenti irresponsabili dei cittadini. Tra i più recenti cluster di contagio si è appiccato nell’area del Mantovano. Cinque attività tra macelli e salumifici hanno preso atto di 68 dipendenti positivi al Coronavirus. Tutti gli asintomatici o i poco sintomatici sono stati messi in isolamento, altri invece sono stati ricoverati con temperatura alta. Un focolaio, quello nel mantovano, che segue a quello Veneto che ha visto un imprenditore rientrato dalla Serbia risultato positivo, e che non ha voluto sottoporsi al ricovero contagiando così altre persone.
Coronavirus, scoppiano focolai in macelli e salumifici: 68 positivi

