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Coronavirus, a Natale con familiari di primo grado. Ecco cosa vuol dire

Gli esperti lo ripetono da giorni. Sarà un Natale diverso quello al tempo della pandemia. Siamo stati abituati alle grandi feste in famiglie, alle tavolate con amici e parenti. Quest’ano niente di tutto questo. Sarà una festa sempre sentita ma più sobria nel senso che in casa si potranno invitare solo i congiunti. E in tal caso si intendono i cari di primo grado, come ha anticipato la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa.

Pertanto viene da chiedersi chi deve essere considerato tale, come festeggiare il Natale in sicurezza senza rischiare sanzioni, quali congiunti possono essere ammessi soprattutto per quelle famiglie numerose e allargate. In questi casi serve un po’ di chiarezza. Vediamo come. Il termine “primo grado” usato dalla sottosegretaria va inteso come genitori e figli. (Continua dopo la foto)


Tuttavia vale la pena ricordare che ogni genitore è a sua volta figlio, e parecchi figli sono già genitori. Di conseguenza in tali casi è utile usare il buon senso: data la situazione delicata e la necessità di proteggere dal contagio le persone più anziane è meglio evitare di andare a pranzo o a cena da nonni e genitori anziani. Il consiglio è sempre lo stesso: limitare le visite con le persone maggiormente a rischio, usando sempre le mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza, (Continua dopo la foto)

Per ciò che riguarda i figli di seconde o prime nozze potrebbero valere le regole in vigore anche oggi. Pertanto resta la possibilità di vedersi e stare insieme, come previsto dagli affidamenti congiunti, soprattutto nel caso di minori. In tutti i casi resta sempre valido il rispetto del buon senso di evitare tavolate numerose e lo stretto contatto con i soggetti più a rischio, come anziani o malati, perché sono le catergorie più a rischio, quelle più fragili che vanno tutelate anche durante le festività natalizie. (Continua dopo la foto)

 

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Anche il premier Conte ha più volte ribadito che “non ci sarà un Natale con veglioni, cenoni, baci e abbracci”. E ha aggiunto: “Penso che rispettando le regole, possiamo arrivarci con un margine di serenità”. Rispettare quanto previsto da normativa guiderà verso una situazione più definita in vista del Natale. Anche Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Speranza, invita alla prudenza: “Le feste di fine anno le trascorreremo con prudenza e sobrietà, data l’attuale circolazione del virus ancora intensa. Potremo però riunirci nelle nostre case, ma senza assembramenti e folle, stando attenti ai comportamenti, cercando di abbracciarci e baciarci solo con persone di cui si conoscono gli effettivi comportamenti”.

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