“A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no”. A sostenerlo è Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute.
Walter Ricciardi torna a chiedere la chiusura totale per le zone dove il Coronavirus circola in maniera più insistente. “Ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio”, ha spiegato Ricciardi. (Continua dopo la foto)

Come si legge sull’Ansa, Ricciardi ha anche risposto a Renzi per la chiusura di cinema e teatri, prevista nell’ultimo Dpcm: “Se sei a Milano è un luogo dove te lo puoi prendere anche al cinema. In altre città la situazione non è la stessa. A Milano e Napoli è impensabile qualsiasi attività che prevede l’avvicinarsi di persone negli spazi chiusi”. Ci troviamo ha aggiunto, in presenza “di migliaia di soggetti asintomatici che tornano a casa, dove non si indossa la mascherina, ci si bacia e ci si abbraccia”. (Continua dopo la foto)
Di tutt’altro parere Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ha così commentato le parole di Ricciardi a ‘L’Aria che tira’ su La7: “Penso e spero che la dichiarazione di Ricciardi sul lockdown a Milano e Napoli sia decontestualizzata rendendola surreale. Se fosse vero, l’unico modo che ho di commentare è quello di implorare il presidente del Consiglio dei ministri”, Giuseppe Conte, “di parlare lui a nome di tutti. Perché chiudere Milano e Napoli è qualcosa di estremamente importante e significativo e penso che debba essere preannunciato e fatto dal Capo del Governo”. (Continua dopo la foto)

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“Io dico: chi parla se ne assume la responsabilità. Il professor Ricciardi avrà degli elementi che lo portano a dire coscientemente e con senso di responsabilità quanto ha detto. Se così non fosse è un problema suo e degli organismi preposti, il Cts e il governo stesso. Io continuo a cercare di farvi capire quello che noto quotidianamente. Non dico che sono tranquillo, però sono e devo essere responsabile”, sottolinea Zangrillo. Sempre all’Ansa, il governatore della Lombardia ha detto: “Escludo che ci siano ipotesi per prevedere ipotesi di questo genere, anzi tutti i nostri interventi vanno nella direzione di evitare ogni tipo di lockdown”.
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