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Coronavirus, ancora numero altissimo di decessi. Contagi diminuiscono, ma poco

  • Italia

Coronavirus, nella quotidiana conferenza stampa la Protezione Civile ha fornito i nuovi dati di sabato 28 marzo relativi all’emergenza sanitaria in Italia. Dunque il numero aggiornato delle vittime, quello dei ricoverati con sintomi, in terapia intensiva e in isolamento domiciliare, dei guariti e il totale dei positivi. Il Capo Dipartimento Angelo Borrelli, come reso noto qualche ora fa dalla Protezione civile sui social, “è tornato a coordinare il Comitato dalla sede operativa del DPC” dopo qualche giorno di febbre.

Sabato 28 marzo sono stati registrati in Italia 889 nuovi decessi (ieri le vittime erano 969, ma al dato sono stati aggiunti 50 pazienti morti il 26 marzo a causa di un’errata conta della regione Piemonte). I guariti nel complesso sono 12384 (+ 1434). I casi attualmente positivi oggi sono stati 3.651 (ieri erano 4.401) e in totale 70065: in isolamento domiciliare sono 39533 persone, 26676 sono ricoverate con sintomi e 3856 in terapia intensiva. (Continua dopo la foto)


Il prossimo 3 aprile scadrà il decreto firmato il 22 marzo scorso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fermare il contagio da coronavirus con l’obbligo per tutti di rimanere a casa per gli italiani e, come anticipa il Corriere della Sera, il governo sta valutando concretamente l’ipotesi, affiancata anche alla possibilità di concedere alcune deroghe per le aziende in modo da garantire una ripresa sia pure minima della produzione, di spostare il lockdown dell’Italia al 18 aprile. (Continua dopo la foto)

Dunque allungare la chiusura totale per coronavirus e i divieti di spostamento per altre 2 settimane in tutto il paese. Successivamente al 18 aprile, si potrebbe agire a livello regionale con riaperture modulate in base alla situazione locali in quel momento. Una linea, questa, che sarebbe condivisa con Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, rispettivamente presidenti dell’Istituto superiore di sanità e del Consiglio superiore di sanità. (Continua dopo le foto)

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Nel frattempo, ovviamente, le scuole rimarranno chiuse fino a data da destinarsi, come precisato dal ministro Azzolina sempre nella giornata di ieri. “Ci auguriamo di poter tornare quanto prima alla normalità – ha spiegato il presidente del consiglio Giuseppe Conte nell’intervista a ‘il Sole 24 Ore’ sull’emergenza coronavirus – Ridurremo le restrizioni fino alla loro completa eliminazione, ma lo facciamo costantemente, per evitare che gli sforzi siano resi vani”.

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