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Buoni spesa, ecco a chi spettano e come richiederli

  • Italia

“Lo Stato c’è”. Ci tiene a chiarirlo e lo ripete più volte Giuseppe Conte, mentre annuncia le misure urgenti adottate dal governo per dare “il segno concreto” della presenza delle istituzioni nel Paese in tempi di emergenza coronavirus: la firma di un nuovo Dpcm con 4,3 miliardi ai Comuni, più altri 400 milioni allo stesso fondo, vincolati all’utilizzo “per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa”.

“Ci sono tanti cittadini in difficoltà, tante persone che soffrono: ne siamo consapevoli, non giriamo il volto dall’altra parte. Ci sono tante sofferenze materiali per chi ha e già aveva difficoltà per l’approvvigionamento di generi alimentari e farmaceutici”, ha spiegato il premier ieri sera in conferenza stampa con il ministro dell’Economia Gualtieri. Per questo, “abbiamo firmato un Dpcm per girare ai Comuni 4,3 miliardi e con un’ordinanza aggiungiamo a questo fondo altri 400 milioni, un ulteriore anticipo destinato ai Comuni con il vincolo per cui questa cifra va utilizzata per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. I 400 milioni verranno distribuiti tra gli 8000 Comuni, nasceranno dei buoni spesa e confidiamo che i sindaci sin dall’inizio della prossima settimana siano in grado di erogare i buoni o consegnare direttamente le derrate. Non vogliamo lasciare nessuno solo, abbandonato a se stesso”, la promessa del premier. Continua dopo la foto


“Nell’ordinanza della Protezione Civile – ha aggiunto Conte – sono previste misure rafforzate per favorire le donazioni, non vogliamo tassare la solidarietà” Quindi l’appello “alla grande distribuzione, affinché faccia uno sconto del 5 o del 10% a chi fa acquisti con i buoni”. Ma in che modo verranno riconosciuti i buoni spesa? Come si fa ad accedere agli aiuti? Secondo il Corriere della Sera non ci sono ancora regole chiare: toccherà ai singoli comuni decidere come dividere i fondi. Continua dopo la foto


“Chi ha i banchi alimentari ancora aperti utilizzerà quelle strutture per la distribuzione del cibo, altrove saranno i servizi sociali a distribuire i buoni per la spesa e se si tratta di anziani che non hanno la possibilità di uscire saranno i volontari ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare la spesa. A livello generale dovrebbero esserci buoni da minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro a famiglia, ma anche su questo principio i comuni potranno decidere in autonomia. Continua dopo la foto

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Operativamente tutti i municipi dovranno attivare in breve tempo un numero telefonico speciale al quale i cittadini potranno telefonare per chiedere i buoni spesa. Ma chi ha bisogno subito d’aiuto, potrà comunque chiedere assistenza immediata. I buoni si potranno utilizzare nei supermercati convenzionati, che saranno individuati sempre da ogni singolo comune. La regola che vale per tutti è soprattutto una: i soldi devono bastare fino al 15 aprile 2020. Da quel giorno, infatti, dovrebbe cominciare l’erogazione degli aiuti previsti dal Cura Italia.

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