Coronavirus Italia, oggi record di contagi da inizio pandemia. Boom di ricoveri

Sono 7332 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 43 decessi, che portano il totale a 36.289 dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 152.196 tamponi. È il record assoluto di nuovi positivi nel nostro paese dall’inizio della pandemia e, insieme, anche record di tamponi.

Il record precedente era stato registrato il 21 marzo, con 6.557 casi in un giorno: in quel caso, però, i tamponi fatti furono 26.336. A preoccupare è soprattutto la Lombardia con 1844 casi di positività di cui 1000 solo a Milano. Male anche il Veneto con 657 nuovi casi. Numeri che spaventano tanto che i virologi lanciano l’allarme che cominciano a prospettare un possibile nuovo lockdown a dicembre. Tra questi Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova e del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’azienda ospedale-università di Padova. Continua dopo la foto


Ospite a ‘Studio24’ su Rainews24, sostiene che “potrebbe essere necessario un lockdown in Italia durante le feste di Natale per bloccare la diffusione del coronavirus e aumentare l’efficienza del tracciamento dei contagi sul territorio”. “Sono preoccupato – sottolinea – per la limitata capacità che abbiamo di bloccare la trasmissione del coronavirus sul territorio. Riusciamo a mettere in quarantena solo il 5% dei positivi”. Continua dopo la foto
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“Le terapie intensive e i decessi da Covid-19 aumentano sempre con alcune settimane di ritardo rispetto all’aumento dei contagi. Visti i dati, ci aspettiamo quindi un incremento del loro numero nei prossimi giorni”. Crisanti non si risparmia una ‘frecciatina’: “Nel Comitato tecnico scientifico manca il supporto tecnico e scientifico degli esperti del mondo accademico. Le persone che ne fanno parte hanno visto la pandemia solo in televisione e non sul campo”. Continua dopo la foto

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Il rischio di un secondo lockdown prima di Natale “c’è” anche per Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano. “Ma se prendiamo provvedimenti – aggiunge nel suo intervento a ‘Non è un Paese per giovani’ su Rai Radio 2 – credo che potremmo convivere con la presenza del virus”. “E’ necessario scovare più positivi possibile, soprattutto gli asintomatici; più li controlliamo e meno contagiano” e fare tesoro del “galateo che abbiamo usato nel primo lockdown per scongiurare il secondo”. “Le terapie intensive sopra 50-60% dei posti letto è un dato che può essere considerato ‘il punto di non ritorno’ – ha aggiunto – perché la situazione diventa difficile da gestire e il rischio è di passare da una crescita lineare a una esponenziale.”

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