È nato in provincia di Bergamo 31 anni fa, ma vive a Ravarino, nel Modenese, Salim el Koudri, l’uomo che alla guida di una Citroen C3 è finito sul marciapiede in pieno centro a Modena, travolgendo almeno otto persone. Una scena improvvisa e terribile, avvenuta in una zona frequentata della città, che ha subito fatto scattare soccorsi, indagini e domande. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa possa averlo spinto a compiere quel gesto.
Sul passato del 31enne sono in corso accertamenti serrati. Secondo le prime informazioni, Salim el Koudri non era noto alle forze dell’ordine e il suo casellario giudiziario non presenterebbe segnalazioni. Laureato in Economia, attualmente stava cercando lavoro. Un profilo che, almeno in apparenza, non lasciava immaginare una vicenda di tale gravità. Gli inquirenti stanno però approfondendo anche il possibile quadro sanitario e personale dell’uomo.

Modena, le indagini su Salim el Koudri
Uno degli aspetti al centro degli accertamenti riguarda infatti la sua salute mentale. Il 31enne sarebbe stato in cura per problemi psichiatrici, ma anche su questo punto gli investigatori procedono con cautela. Con il supporto dei servizi territoriali dell’Azienda Usl di Modena, si sta cercando di ricostruire la sua storia clinica, eventuali terapie, episodi precedenti e tutto ciò che possa aiutare a comprendere il contesto in cui è maturato l’accaduto.

El Koudri è un italiano di seconda generazione, con origini marocchine. Dai primi riscontri emersi durante l’interrogatorio in Questura e dalla perquisizione disposta nella sua abitazione di Ravarino, piccolo centro a circa quindici chilometri da Modena, non sarebbero emersi elementi collegabili a una radicalizzazione religiosa. Al momento non risulterebbero neppure legami con formazioni eversive o ambienti organizzati di matrice estremista.
Otro ángulo del atentado en Módena, Italia. https://t.co/soJBwrYUPR pic.twitter.com/r0h3U2ZjXy
— Dani Lerer (@danilerer) May 16, 2026
Le prime indicazioni sembrerebbero invece orientare gli investigatori verso una condizione di forte instabilità mentale. Resta da chiarire se nei giorni o nelle ore precedenti possano essersi verificati episodi, tensioni o situazioni capaci di far precipitare il quadro. È proprio su questo che si concentrerà il lavoro nelle prossime ore, tra interrogatori, verifiche sui dispositivi, testimonianze e ricostruzione degli spostamenti.
La domanda principale resta una: perché un uomo senza precedenti avrebbe imboccato una via dello shopping a folle velocità, rischiando di provocare una strage? A Modena resta lo choc per una vicenda che, almeno per ora, sembra non avere un movente chiaro. Le indagini dovranno dare un ordine ai tasselli raccolti, distinguendo tra fragilità personale, eventuali segnali ignorati e responsabilità penali di un gesto che ha seminato paura nel cuore della città.


