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Basta lucchetti e graffiti, la campagna comunale “Venezia è anche tua, rispettala”

Venezia, la città dei Dogi, la più romantica di tutte – non a caso è meta di 20 milioni di turisti all’anno – è sempre più vittima di gesti di gente maleducata che non si vergogna nemmeno un po’ a fare quello che fa: lasciare graffiti sui muri, appendere lucchetti da tutte le parti, appiccicare biglietti vari, lasciare autografi incisi, disegnare cuoricini a destra e a sinistra. Ma c’è un limite a tutto e così l’amministrazione comunale continua nel suo tentativo di cambiare le cose. Per esempio ha lanciato la campagna educativa in ben sette lingue Venezia è anche tua, rispettala; ha ripulito i monumenti imbrattati e ha pure istituito, nel 2013, un tavolo di coordinamento sui fenomeni dell’imbrattamento e del deturpamento del centro storico. Tra le iniziative anche quella di sensibilizzare i writer, cioè i graffitari, a riqualificare alcune aree della città invece di imbrattare il centro storico. Ma visto che finora tutto questo non ha funzionato, si è richiesto l’intervento più intenso delle forze dell’ordine che sono diventate attentissime e severissime: le multe per gli imbrattatori arrivano fino a 30.000 euro. Così è costato ripulire la facciata dell’ex convento degli Eremitani. Giusto, chi rompe paga. E poi non erano i selfie la moda del momento?


 

 


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