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“Bancarotta e truffa”. Nuovi guai e accuse gravi per Daniela Santanchè: cosa rischia

  • Italia
daniela santanché accuse gravi cosa rischia

Nuovi guai giudiziari per Daniela Santanchè. La Procura di Milano sta notificando l’avviso di conclusione delle indagini alla senatrice di Fratelli d’Italia, ex ministra del Turismo, e ad altri indagati. Nel fascicolo compaiono, a vario titolo, ipotesi di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, legate ai fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.

L’atto riguarda anche la sorella Fiorella Garnero, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e una società. La chiusura delle indagini è un passaggio chiave: normalmente precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, anche se gli indagati possono presentare memorie o chiedere di essere interrogati. Al centro restano i dissesti delle società del settore bio e le operazioni finite sotto la lente dei pm milanesi.

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Accuse gravi, cosa rischia Daniela Santanché in caso di condanna

Il nuovo filone si aggiunge a un quadro giudiziario già complesso. Ki Group, società attiva nel biologico, e Bioera, di cui Santanchè è stata presidente fino al 2021, erano da tempo al centro degli accertamenti. I magistrati dovranno valutare bilanci, gestione societaria e flussi economici. L’avviso di conclusione delle indagini non equivale a una condanna, ma apre la fase in cui la Procura può decidere se chiedere il processo.

In caso di condanna, le pene massime teoriche sono pesanti e dipendono dalla contestazione definitiva. Per la bancarotta fraudolenta si può arrivare fino a 10 anni di reclusione. Il falso in bilancio prevede fino a 5 anni, che diventano fino a 8 nelle ipotesi legate a società quotate. Per la truffa aggravata ai danni dello Stato il tetto è di 5 anni, mentre può salire a 7 se qualificata come truffa per ottenere erogazioni pubbliche.

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Il caso si somma agli altri procedimenti che hanno coinvolto Santanchè: la vicenda Visibilia, con il processo per falso in bilancio, e il filone sulla presunta truffa ai danni dell’Inps, legato alla cassa integrazione Covid. Ora l’inchiesta sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl aggiunge un nuovo capitolo giudiziario. Ogni responsabilità dovrà comunque essere accertata nelle sedi competenti.


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