Il caso Garlasco continua a muoversi tra nuove piste investigative e vecchie certezze giudiziarie che sembravano ormai consolidate. A distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, il nome di Andrea Sempio torna al centro della scena, riaprendo interrogativi che non hanno mai smesso davvero di agitare l’opinione pubblica. Il delitto, tra i più discussi della cronaca italiana, sembra oggi vivere una nuova fase, carica di tensioni e contrapposizioni.
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Negli ultimi mesi, infatti, la Procura di Pavia ha deciso di riaccendere i riflettori su un’indagine già archiviata in passato. Un passaggio che riporta in primo piano non solo il ruolo di Sempio, ma anche la posizione di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l’omicidio. Tra consulenze, intercettazioni e nuovi elementi, il quadro si complica ulteriormente, lasciando spazio a una narrazione ancora tutta da chiarire.

Nuovi sviluppi e tensioni familiari
“Siamo forti per l’innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene”. Si sfoga ai microfoni del Tg1 Giuseppe Sempio, il padre dell’attuale indagato per il delitto di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto del 2007. Per la terza volta da febbraio 2025 la Procura di Pavia è tornata a indagare su Andrea Sempio e, dopo due archiviazioni, probabilmente ora si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio”.

“Lo scorso 7 maggio i pm hanno depositato il loro fascicolo rendendolo così accessibile a tutte le parti: al suo interno gli inquirenti lo accusano di aver ucciso la ragazza dopo che lei avrebbe rifiutato un suo approccio sessuale. Per l’accusa Andrea Sempio aveva visto i giorni prima un video intimo di Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi, si sarebbe invaghito di lei e la mattina dell’omicidio si sarebbe presentato a casa sua. Negli anni è emerso che l’unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco è Stasi, per cui molto probabilmente – dopo gli ultimi sviluppi – si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio.

“Mio figlio è innocente, questa è una vigliaccata". Così il padre di #AndreaSempio difende il figlio. L'intervista integrale al Tg1 delle 13:30.#Tg1 Roberta Ferrari pic.twitter.com/9WLVYo9Jyr
— Tg1 (@Tg1Rai) May 21, 2026
“Credo nell’innocenza di mio figlio, non c’entra niente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi”, ribadisce Giuseppe Sempio al Tg1. Aggiungendo anche che tutto questo “è una vigliaccata”. Giuseppe Sempio ha sempre sostenuto che la mattina del 13 agosto 2007 “mio figlio era con me”. Infine: “Non ho bisogno di guardarlo negli occhi, poi è andato a Vigevano e poi siamo passati da lì”, riferendosi alla foto che mostrano padre e figlio vicino alla casa dove ore prima era morta Chiara Poggi e fuori c’erano già i carabinieri.
Andrea Sempio ha sempre sostenuto che quella mattina si fosse svegliato ed era in casa con il padre. Ha aspettato che la madre tornasse dal supermercato per prendere la macchina e andare a comprare un libro in una libreria di Vigevano che però aveva trovato chiusa. Era uscito di casa alle 10 e aveva fatto il biglietto del parcheggio alle 10.18: per i pm di Pavia i tempi sono troppo brevi per fare gli oltre 11 chilometri, parcheggiare e pagare il parcheggio. Per la Procura di Pavia è stata molto probabilmente la madre a recarsi a Vigevano, ma tutta la famiglia Sempio nega.
Il nodo dei tempi e degli spostamenti resta quindi uno degli elementi più delicati dell’intera vicenda. Secondo gli inquirenti, la ricostruzione fornita dalla famiglia presenterebbe delle incongruenze difficili da ignorare, soprattutto alla luce delle verifiche sui tragitti e sulle tempistiche. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo nel caso in cui si arrivi davvero a un processo.
Intanto il quadro si complica ulteriormente su un altro fronte giudiziario. Giuseppe Sempio è infatti indagato nell’inchiesta su corruzione in atti giudiziari da parte della Procura di Brescia. Secondo i magistrati bresciani il padre dell’indagato nel 2017 avrebbe pagato l’allora pm di Pavia Mario Venditti (anche lui indagato) per favorire la richiesta di archiviazione della prima indagine nei confronti di Andrea Sempio.
Adesso l’attenzione è tutta concentrata sulle prossime mosse delle due procure coinvolte. Da un lato quella di Pavia, chiamata a decidere sul possibile rinvio a giudizio, dall’altro quella di Brescia, impegnata a chiarire i contorni dell’inchiesta parallela. Il caso Garlasco, ancora una volta, si conferma un intricato mosaico giudiziario in cui ogni tassello può cambiare il destino dei protagonisti.


