Allarmi Meteo, gli operatori del turismo dicono basta

Nei tempi passati era lo stregone del villaggio a detenere il potere della conoscenza e a influenzare ogni attività della tribù. Oggi a fare il bello e il cattivo tempo, e non è un modo di dire, sono alcuni siti privati tra i quali  Ilmeteo. it, 3Bmeteo. com, Meteo. It  accusati di essere dei “meteo terroristi” che, pur di procacciarsi l’agognata audience, portatrice di grandi profitti, diffondono bollettini meteo ad alto contenuto ansiogeno in grado di provocare seri danni all’economia turistica del nostro paese. “Siamo davanti a un pressappochismo inaccettabile” si è lamentato l’assessore regionale al turismo dell’Emilia Romagna Maurizio Melucci, che già ad aprile, insieme all’assessore al Turismo della Provincia di Forlì-Cesena Iglis Bellavista e all’assessore al Turismo della Provincia di Rimini Fabio Galli, aveva lamentato gli effetti nefasti delle previsioni catastrofiche sull’economia del territorio, in grado di provocare un numero allarmante di disdette alberghiere e rinuncia alle prenotazioni. Ma in Italia la meteorologia è disciplinata dalle leggi sulla libera espressione e si può fare ben poco. L’unica consolazione è che nel resto del mondo non se la passano meglio: gli albergatori del Belgio hanno pensato di far causa al meteo locale che l’estate scorsa aveva previsto – prendendo una cantonata – solo cinque giorni di temperature sopra i 25°. Ma alla fine non se n’è fatto niente. Come in Olanda, dove le multe proposte dalle autorità di Hoeck van Holland sono finite in nulla. L’unica nazione ad aver pensato a una legge contro le meteo jettatrici è il Sud Africa. Due anni fa l’Anc, il partito di Nelson Mandela, ha proposto di rivedere la Weather Service Bill con sanzioni di un milione di euro e carcere fino a 10 anni per chi lancia allarmi meteo senza l’ok dello Stato.