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“Perché l’ho ammazzata”. Alice, 34enne uccisa a coltellate dal fratello. I dettagli choc dell’omicidio

  • Italia

Emergono alcuni dettagli dell’omicidio di Alice Scagni, la 34enne di Geova uccisa dal fratello Alberto (42 anni) a coltellate. Il delitto è avvenuto nella serata di domenica 1 maggio nel quartiere di Quarto a Genova. L’uomo è andato a casa della sorella e l’ha attesa in strada visto che sapeva che avrebbe portato fuori il cane. “Sono stato io, non ne potevo più di vivere con quei pochi soldi a disposizione”. Queste le parole che Alberto Scagni avrebbe detto agli agenti dopo il fermo.

Tuttavia non si tratta di una vera e propria confessione dal momento che non è stato interrogato in presenza di un avvocato e la confessione non ha valore giuridico. Alberto Scagni si trova in un reparto protetto del carcere a Marassi. Nelle prossime ore avrà la possibilità di incontrare i suoi avvocati Maurizio Mascia ed Elena Brigandì in vista della convalida dell’arresto chiesta dal pm Paola Crispo. L’accusa nei suoi confronti è omicidio volontario premeditato aggravato.

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Alberto Scagni ha ucciso la sorella Alice a coltellate

Alberto Scagni ha atteso nel vialetto di casa la sorella Alice: sapeva che sarebbe uscita per portare fuori il cane. Quando lei è scesa le ha urlato chiedendole soldi. I vicini di casa, allarmati per le urla, hanno subito chiamato la centrale operativa della polizia parlando di “una lite in famiglia”. Ma la situazione degenera subito. Alberto Scagni tira fuori un coltello e colpisce la sorella. La scena è terribile e il marito di Alice Scagni osserva tutto, ma non riesce a fermare il cognato. La donna resta a terra mentre il fratello, con il coltello ancora in mano e i vestiti sporchi di sangue, si allontana verso il lungomare.

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Gli agenti lo trovano in quella zona e a loro si lascia andare in una sorta di confessione: “Non mi davano soldi, nè attenzioni”. A parte i litigi sempre più frequenti, non c’era nulla che facesse presagire una tragedia simile. Almeno fino all’inizio dell’anno quando l’uomo, disoccupato, pare avesse iniziato a pressare sempre di più la sorella mandandole continui messaggi su Facebook. E sullo stesso social qualche giorno prima dell’omicidio aveva pubblicato una foto con alle spalle una mazza da baseball e un coltello, che si pensa possa essere quello usato per l’omicidio.

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Alberto Scagni non ha nessun precedente a parte una guida in stato di ebbrezza risalente a dicembre 2020, e soprattutto nessuna segnalazione in procura per stalking, minacce o altro che avrebbero potuto far scattare il divieto di avvicinamento ai familiari. Tuttavia agli atti risultano un intervento delle volanti venerdì quando avrebbe cercato di dare fuoco alla porta di casa della nonna e una telefonata al numero unico di emergenza il giorno prima dell’omicidio. “Mi aveva chiesto soldi, ma non glieli avevo dati”, ha raccontato l’anziana agli inquirenti.

“L’ha aspettata sotto casa”. Alice uccisa dal fratello a 34 anni sotto gli occhi del marito


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