Ci sono notizie che arrivano da lontano eppure sembrano bussare alla porta di casa. Una vacanza sognata, il mare che promette felicità, poi il silenzio improvviso e un dolore che non si riesce nemmeno a nominare. In queste ore, a Genova, una comunità intera si aggrappa alle parole rimaste.
Perché quando succede l’impensabile, non sono solo i fatti a pesare: sono i vuoti, le frasi non dette, i gesti rimandati. E a volte basta una lettera letta ad alta voce, in una chiesa piena di gente, per far crollare anche chi pensava di “tenere”.
La tragedia è avvenuta alle Maldive, durante un’immersione subacquea che si è trasformata in un incubo. A perdere la vita sono state Giorgia Sommacal, la madre Monica Montefalcone e altre tre persone. Un evento sconvolgente che, a distanza di giorni, continua a scuotere profondamente la città e in particolare il quartiere di Pegli.
Secondo quanto ricostruito nelle ore successive, tutto è accaduto durante l’escursione in mare. Da lì, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: un dramma improvviso, feroce, capace di lasciare senza parole familiari, amici, conoscenti. E anche chi non le conosceva personalmente, oggi, sente addosso quel peso.

Nei giorni successivi, la comunità si è stretta in un momento di preghiera nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, punto di riferimento per tante famiglie della zona e luogo legato alla vita quotidiana di Giorgia e Monica. È lì che è accaduto qualcosa che, raccontano, ha commosso davvero tutti.
Durante la veglia sono state lette pubblicamente le parole di Federico Colombo, il fidanzato di Giorgia. Ha 26 anni, vive a Pegli, lavora come barista ed è descritto da chi lo conosce come un ragazzo solare, generoso, molto amato nel quartiere. Stavolta, però, la sua voce non poteva che essere quella di un cuore spezzato.
Il testo inizia con una frase che è già una ferita: “La vita è un dono fragile e immenso allo stesso tempo”. Da lì, Federico prova a mettere in fila pensieri che sembrano più grandi di chiunque: l’amore, la mancanza, il tempo che corre e non aspetta nessuno.

Nel messaggio, il giovane racconta lo choc di una perdita che arriva senza preavviso e che cambia per sempre il modo di guardare al quotidiano. E così anche le cose più piccole diventano gigantesche: un sorriso, una telefonata, una risata condivisa. Tutto ciò che fino a ieri sembrava normale, oggi ha il sapore di qualcosa di irripetibile.
Tra i passaggi più forti, torna più volte un’idea semplice e terribile: niente è scontato. Federico scrive che spesso si aspetta “il momento giusto” per dire, fare, dimostrare. E invece la vita, quando decide di colpire, lo fa senza avvisi, senza pietà, lasciandoti con le parole in gola.
È qui che la lettera diventa qualcosa di più di un addio. Si trasforma in una riflessione che riguarda tutti: la corsa quotidiana, le priorità sbagliate, l’illusione di avere sempre tempo. Un dolore personale che, senza retorica, diventa una specie di specchio.
La morte di Giorgia e Monica ha colpito nel profondo l’intera città. A Pegli il dolore è palpabile, raccontano amici e conoscenti: ci si incontra per strada e ci si capisce con uno sguardo. In tanti hanno partecipato alla veglia e hanno voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia, in un abbraccio collettivo che prova, almeno, a non lasciare soli.
Nella parte finale del messaggio emerge tutta la fragilità di chi resta e deve imparare a vivere con una mancanza che sembra impossibile da contenere. Federico scrive che la vita “corre veloce” e che vivere davvero significa esserci fino in fondo, con il cuore e con sincerità, prima che sia tardi.
Le parole conclusive sono quelle che più hanno colpito chi le ha ascoltate in chiesa. Federico definisce l’amore come l’unica cosa davvero essenziale e lascia un invito che, in queste ore, sta girando di bocca in bocca: “Affrettiamoci ad amare”.
Perché, scrive, spesso si ama “troppo poco e troppo tardi”. E dopo una tragedia come quella avvenuta alle Maldive, quel pensiero resta addosso come una scossa: non rimandare, non risparmiare carezze, non dare per garantito chi c’è oggi. Domani, a volte, cambia tutto.


