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“Addio”. Gravissimo lutto per Vittorio Feltri, chi era la moglie Enoe

  • Italia

Per decenni è rimasta lontana dai riflettori, scegliendo la discrezione anche mentre il marito diventava uno dei giornalisti più conosciuti e discussi d’Italia. Una presenza costante, silenziosa ma fondamentale, che ha accompagnato ogni tappa di una lunga carriera professionale e di una vita familiare costruita con pazienza, lontano dall’esposizione mediatica.

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Dietro il percorso di Vittorio Feltri, infatti, c’è sempre stata una figura capace di sostenerlo nei momenti più difficili e di condividere con lui successi, sacrifici e sfide. Un rapporto durato quasi sei decenni, segnato da un’intesa profonda che il giornalista ha raccontato più volte attraverso parole di grande affetto e riconoscenza.


Il dolore che colpisce Vittorio Feltri

Nelle ultime ore è arrivata la notizia che ha profondamente colpito il mondo del giornalismo italiano: è morta Enoe Bonfanti, moglie del fondatore di Libero e oggi direttore editoriale de Il Giornale. Nata nel 1938, era sposata con Feltri da 58 anni. Il loro matrimonio era stato celebrato il 15 giugno 1968, dando inizio a un’unione destinata a durare per tutta la vita.

La loro storia d’amore era iniziata in circostanze molto particolari. Enoe lavorava come puericultrice a Bergamo, nel brefotrofio dove Vittorio Feltri, rimasto vedovo a soli 23 anni, accompagnava le sue due figlie gemelle. Da quell’incontro nacque un legame sempre più forte che portò alla nascita della loro famiglia, con i figli Mattia Feltri, oggi direttore di Huffington Post Italia, e Fiorenza. Pur mantenendo un profilo estremamente riservato, Enoe lavorò anche a Mediaset, occupandosi della stesura delle scalette dei programmi. I colleghi scoprirono soltanto in seguito chi fosse suo marito, quando addirittura Silvio Berlusconi si recò personalmente a cercarla.

Nel frattempo la carriera di Vittorio Feltri cresceva rapidamente. Dall’Eco di Bergamo passò al Corriere della Sera, quindi assunse la direzione dell’Europeo, dell’Indipendente, de Il Giornale, raccogliendo l’eredità di Indro Montanelli, fino ad arrivare alla fondazione e alla direzione di Libero. In numerose interviste il giornalista ha sempre riconosciuto il ruolo decisivo della moglie nella sua vita, soprattutto nei momenti più complicati, compresa la malattia. “Se non hai l’appoggio dalla moglie, ti senti solo, abbandonato, triste, non hai forza per reagire”, aveva raccontato parlando della sua battaglia contro il tumore.

Le dichiarazioni rilasciate negli anni raccontano il ritratto di una coppia rimasta unita nonostante il trascorrere del tempo. “Io tutte le sere quando torno a casa sono felice di vederla e non potrei stare con nessun altro”, ripeteva spesso Feltri. E ancora: “Provo per lei una grande tenerezza e una grande gratitudine per avermi tolto dal guado quando ne avevo più bisogno”. Parole che descrivono il valore che Enoe Bonfanti ha avuto nella sua esistenza.

Il direttore aveva anche raccontato con ironia alcuni piccoli gesti quotidiani che rendevano speciale la loro convivenza. “Se non vedo mia moglie Enoe in casa per un quarto d’ora urlo – aveva rivelato il direttore con un sorriso -. La domenica usciamo per prendere i giornali e andiamo al Bar Basso per il caffè e l’aperitivo, tenendoci per mano”. Una routine semplice che, nelle sue parole, rappresentava il simbolo di un rapporto rimasto saldo per oltre mezzo secolo.

Alla notizia della scomparsa sono arrivati numerosi messaggi di vicinanza alla famiglia. A Vittorio Feltri, oggi anche consigliere regionale lombardo di Fratelli d’Italia, hanno espresso le proprie condoglianze il capogruppo al Pirellone Christian Garavaglia e il coordinatore regionale del partito Carlo Maccari, che in una nota hanno scritto: “Ricorderemo Enoe come una donna riservata, forte e concreta, che ha saputo essere un punto di riferimento costante per la sua famiglia, accompagnando con discrezione un lungo percorso umano e professionale accanto al marito”. Anche la redazione di Libero e Liberoquotidiano.it ha voluto stringersi attorno al giornalista e ai suoi familiari in questo momento di grande dolore.


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