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A tavola con Kafka: dal libro al piatto in una foto

Dal tè di Alice nel paese delle Meraviglie, alla zuppa “straordinaria” ripulita in un attimo dai marinai in Moby Dick, tutte le pietanze “citate” in alcune opere letterarie contemporanee e classiche sono state interpretate, riprodotte e fotografate dall’artista  Dinah Fried. Le foto, corredate dal testo del brano che le ha ispirate, sono state raccolte in un libro, Fictitious Dishes: An Album of Literature’s Most Memorable Meals , insieme ad una serie di aneddoti divertenti sugli autori, sul loro lavoro e sulle loro predilezioni gastronomiche.

 


Sulle tavole dei rinfreschi, guarnite di antipasti scintillanti, i saporiti prosciutti al forno si accatastavano, coperti da insalate dai disegni arlecchineschi insieme a porcellini e tacchini ripieni, trasformati come per magia in oro cupo.

Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald

 

 

Avendoci il gelido viaggio stimolato gli appetiti, e Queequeg in special modo vedendosi davanti il piatto che preferiva, e poiché infine la zuppa era veramente straordinaria, ripulimmo tutto in un attimo.

 Moby Dick, di Herman Melville

 

 

– Vuoi un po’ di vino? – disse la Lepre di Marzo affabilmente.
Alice osservò la mensa, e vide che non c’era altro che tè. 

Alice nel paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll

 

 

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene…

Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust

 

 

“Voi maledetti yankees, siete tutti uguali”. Mentre lo diceva, aprì una nuova bottiglia di tequila e inizò a tracannare. Affettò il pompelmo quarti, poi in ottavi, poi ancora in sedicesimi…quindi iniziò a dissezionare senza alcun motivo ciò che era rimasto

Paura e disgusto a Las Vegas, di di Hunter S. Thompson

 

C’era della verdura vecchia, mezzo marcita, delle ossa avanzate a cena, intinte di una salsa bianca coagulata, qualche chicco d’uva passa e delle mandorle, un formaggio che due giorni prima lui stesso aveva dichiarato immangiabile, un pezzo di pane asciutto, un altro imburrato e un altro ancora con burro e sale

La metamorfosi, di Franz Kafka

 


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