Dopo aver alzato al cielo il trofeo di Wimbledon e ricevuto gli applausi del pubblico londinese, Jannik Sinner si è concesso anche un momento di leggerezza davanti ai giornalisti. Tra una battuta e l’altra è tornato a parlare della mamma Siglinde, che non è riuscita a restare sugli spalti durante tutta la finale per la troppa tensione. “Non sono ancora padre — sorride —, non so cosa significa vedere un figlio sul centrale di Wimbledon…”, ha detto, dimostrando ancora una volta la sensibilità che lo contraddistingue fuori dal campo.
L’altoatesino, numero 1 del ranking Atp e fresco di bis sull’erba di Londra, ha festeggiato l’impresa subito dopo la finale vinta contro Zverev come da tradizione con il gran galà dell’All England Club, organizzato al coreografico, prestigioso Raffles London. Ma il momento più divertente dell’incontro con la stampa è arrivato quando il numero uno del mondo ha affrontato un argomento completamente diverso dal tennis.

Sinner, il curioso annuncio durante il ballo di Wimbledon
Sinner ha infatti raccontato di aver incassato un’altra delusione lontano dai campi: l’esame per ottenere il patentino della moto. “È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis…”, ha confidato al Corriere della Sera, scoppiando a ridere insieme ai presenti. Un’ammissione che conferma l’autoironia del campione altoatesino. Se con una racchetta in mano riesce a dominare i migliori giocatori del pianeta, quando deve affrontare un test di guida le cose cambiano radicalmente.

Quattro tentativi andati a vuoto rappresentano ormai un piccolo tormentone che lo stesso Sinner affronta con grande serenità, senza cercare giustificazioni e trasformando quella che per molti sarebbe una figuraccia in un motivo di scherzo.
La confessione ha inevitabilmente scatenato le risate anche nel suo team. I coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che da tempo lo prendono bonariamente in giro su questo argomento, avranno trovato un nuovo spunto per gli sfottò nello spogliatoio.

Del resto, dopo aver conquistato due Wimbledon e consolidato il primato nel ranking Atp, il fatto di non essere ancora riuscito a superare un semplice esame di guida crea un contrasto quasi surreale: imbattibile sul Centrale di Londra, decisamente meno brillante davanti agli esaminatori della motorizzazione.
Per i tifosi, però, questa disavventura è diventata un dettaglio che rende Sinner ancora più umano e simpatico. In fondo, se il prezzo da pagare per continuare a vincere Slam è rimandare ancora il sogno di guidare una moto, nessuno sembra preoccuparsene troppo. E forse ha ragione lo stesso Jannik quando, con il sorriso, conclude: “È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis…”. Considerando i risultati ottenuti con la racchetta, è difficile dargli torto.


