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“Ora che ho lasciato posso parlare”. Chiara Ferragni, dal’ex manager Fabio Maria Damato la verità sulle mail del caso Balocco

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Caso Balocco. l'ex manager Fabio Maria Damato rompe il silenzio

Fabio Maria Damato manager del gruppo di Chiara Ferragni e suo strettissimo collaboratore è stato messo alla porta. Nella mattina di giovedì 13 giugno, le società dell’influncer, Fenice e Tbs Crew, hanno spiegato in un comunicato che “a partire dal 16 giugno 2024, Fabio Maria Damato cesserà dalla funzione di direttore generale e consigliere di entrambe le aziende per perseguire altre opportunità professionali”. L’uscita di scena del manager Damato – indagato per il caso Balocco – è un “cambiamento che fa parte di un percorso di rinnovamento aziendale”, si legge nella nota diffusa dalle aziende di Chiara Ferragni.

Solo ieri 12 giugno, fonti citate dal Messaggero avevano rivelano il riassetto in corso dei vertici di Fenice, che gestisce le licenze sul marchio Ferragni. Il manager era il braccio destro dell’influencer, ricopriva ruoli cruciali come general manager di The Blonde Salad e Chiara Ferragni Collection ed era finito al centro del caso Balocco. Nato a Barletta e laureato in Economia aziendale alla Bocconi, Fabio Maria Damato faceva parte del gruppo di Ferragni dal 2017. Dopo la diffusione del comunicato stampa, l’ormai ex general manager del gruppo Ferragni ha rotto il silenzio. Damato ha tenuto a precisare sui social che la sua sia stata una scelta volontaria, nessun licenziamento, quindi.

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Caso Balocco. l'ex manager Fabio Maria Damato rompe il silenzio


Caso Balocco. l’ex manager Fabio Maria Damato rompe il silenzio

Durante l’intervista a Belve, pur non citandolo, Fedez prese di mira Damato e a proposito delle polemiche seguite al caso del pandoro Balocco, il cantante si era lamentato della pessima gestione della crisi, per errori che non sarebbero da imputare all’ex moglie. Ovviamente le parole di Fedez avevano fatto pensare al fatto che Fabio Maria Damato fosse uno dei responsabili del caso che aveva investito Chiara Ferragni, che nel famoso video delle scuse aveva parlato di ‘comunicazione errata”. Ma così non sembra, visto che ora proprio il manager ha deciso di rompere il silenzio e raccontare la sua verità.

“In questi mesi difficili non ho mai replicato a provocazioni o a informazioni errate circolate sul mio conto perché da dipendente credevo non fosse corretto farlo visto il rispetto per le persone, le gerarchie e per le aziende per cui ho lavorato. Ma oggi è opportuno anche rettificare come la mia uscita sia stata una scelta autonoma e volontaria, e non, come diffuso dall’azienda, che ‘il cambiamento fa parte di un percorso di rinnovamento aziendale'”, ha scritto Damato.

Caso Balocco. l'ex manager Fabio Maria Damato rompe il silenzio

“Lo scorso febbraio, dopo attente e inevitabili riflessioni, ho deciso di dare le dimissioni (quindi no, non sono stato licenziato) dalle aziende con cui ho condiviso un percorso professionale incredibile, e per le quali negli anni ho dato tutto me sesso in termini di assoluta dedizione, idee, cuore e testa, sempre onorando i valori di onestà e correttezza che ci contraddistinguono – scrive ancora Fabio Maria Damato -. A dimostrazione di questo ho accolto fino alla fine le necessità delle società che mi hanno chiesto di restare fino a giugno, nonostante le operazioni di comunicazione poste in essere dal 17 dicembre 2023 in avanti non hanno visto il mio coinvolgimento”.

Non mi è permesso in questo momento entrare nel merito del caso Pandoro ma essendo diventate pubbliche alcune mail insistentemente a me attribuite, devo precisare come nessuna di queste mail fosse mia – sottolinea ancora -. Resto però amareggiato per come questa vicenda abbia messo in ombra anni di duro e onesto lavoro fatto dalle società e dalle persone coinvolte. Un lavoro sempre in salita, costellato di tanti ostacoli e altrettanti successi, che chiunque si ritenga intellettualmente onesto non può attribuire solo al caso o alla fortuna”.

“Mi ferisce la sofferenza inflitta ai dipendenti di tutte le società che si sono sentiti attaccati pubblicamente e hanno visto messe in pericolo le aziende per cui lavorano e di conseguenza i loro posti di lavoro – prosegue -. Esco stremato da una certa violenza che abbiamo tutti subito, specie Chiara Ferragni che ho sempre rispettato come persona e capo e per la quale l’onestà, la dedizione e l’affetto che ho dedicato nessuno potrà mai mettere in discussione”.

“Nei mesi ho letto una certa ossessione circa i miei presunti incredibili guadagni – conclude Damato -. Purtroppo (per me) non solo le cifre circolate sul mio stipendio di lavoratore dipendente sono lontane dalla realtà, ma non ho mai nemmeno percepito da membro dei due consigli di amministrazione questi fantastici compensi di cui si scrive, perché sono ruolo che ho ricoperto a titolo gratuito sino alla mia uscita volontaria. Per finire nel segno della coerenza al momento delle mie dimissioni volontarie da tutte le cariche non ho richiesto nessuna liquidazione aggiuntiva, tantomeno da 4 milioni di euro e nulla in più mi è stato versato se non gli oneri previdenziali spettanti per legge a qualsiasi lavoratore dipendente”.


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