L’ascesa delle nuove generazioni nel settore tecnologico è una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni. Mentre l’Italia continua a interrogarsi su come trattenere i suoi giovani talenti, molti ragazzi cresciuti tra più continenti scelgono di investire tempo e competenze per costruire percorsi professionali che guardano lontano, puntando su innovazione e ricerca. È una tendenza che racconta una generazione dinamica, cosmopolita, e allo stesso tempo profondamente legata alle proprie radici.
Tra questi giovani c’è un ventenne che ha imparato presto cosa significhi vivere in movimento, fra continenti e culture diverse. Nato a Roma ma formato tra gli Stati Uniti e l’Asia, ha dimostrato fin da giovanissimo una predisposizione naturale per il mondo digitale, scegliendo di intraprendere un percorso lontano dai riflettori e dalle scorciatoie. Un ragazzo che ha preferito il lavoro silenzioso dei laboratori e delle aule universitarie alla visibilità che il suo cognome avrebbe potuto offrirgli.

Chi è Gabriele Ghione, il figlio di Jimmi di Striscia la Notizia
Solo dopo anni di studio, esperienze internazionali e un primo progetto di ricerca finanziato da un’importante università americana, il suo nome ha iniziato a circolare tra chi segue da vicino il mondo dell’intelligenza artificiale applicata ai nuovi sistemi energetici. È a questo punto della sua storia che emerge l’identità del giovane protagonista: si tratta di Gabriele Ghione, figlio dell’inviato di Striscia La Notizia, Jimmy Ghione, ma determinato a costruire un futuro completamente diverso.
Il suo percorso accademico inizia negli Stati Uniti, dove, dopo il diploma, viene ammesso alla University of Southern California. Qui riceve un fondo di ricerca di diecimila dollari per uno studio dedicato all’applicazione dell’intelligenza artificiale agli impianti agrivoltaici, un settore in pieno sviluppo che combina agricoltura ed energia solare. Parallelamente, la sua formazione si arricchisce con un periodo alla Hong Kong University of Science and Technology, una delle università più avanzate dell’Asia nel campo tecnologico.

Oggi Gabriele vive a Milano, dove prosegue gli studi all’Università Bocconi e continua a lavorare su ciò che considera il centro del suo futuro: la tecnologia. Con questo obiettivo ha fondato Counselly, una piattaforma che sfrutta l’AI per orientare gli studenti nei percorsi universitari internazionali. Un’idea nata quasi per caso, dalle domande di chi, come lui, sognava di studiare all’estero ma non sapeva da dove cominciare.
“La mia prospettiva professionale risiede nella tecnologia e nell’intelligenza artificiale”, ha raccontato, sottolineando come Counselly rappresenti non solo un progetto imprenditoriale, ma un modo per restituire agli altri l’aiuto che lui stesso avrebbe voluto ricevere. E nonostante la sua storia sia fatta di viaggi, campus stranieri e laboratori modernissimi, Gabriele non ha mai smesso di guardare all’Italia come al luogo in cui costruire il proprio futuro, convinto che anche qui si possano far crescere idee innovative.


Un riconoscimento importante è arrivato anche dalle pagine di Forbes, dove il suo nome è apparso in un articolo firmato da Matteo Calzaretta. Un segnale che il lavoro compiuto finora sta attirando l’attenzione che merita e che la sua visione, internazionale ma con solide radici italiane, può diventare uno degli esempi più promettenti della nuova generazione tech.


