Un silenzio denso di emozione ha avvolto il mondo dello spettacolo quando la notizia è iniziata a circolare: Alice ed Ellen Kessler, leggendarie gemelle della musica e della televisione, hanno scelto di lasciare la scena insieme, con un gesto che ha lasciato tutti senza parole. Ma dietro questa decisione, si nasconde un percorso fatto di riflessione e soprattutto di un legame indissolubile.
Le due sorelle, unite dalla nascita e mai davvero separate, hanno deciso di compiere l’ultimo passo fianco a fianco. La loro scelta, raccontata da fonti vicine e confermata da un portavoce della DGHS, ha acceso i riflettori su un tema delicatissimo, ma anche su una cifra che in pochi avrebbero immaginato.

Quanto hanno pagato per il fine vita assistito
A 89 anni, Alice ed Ellen hanno iniziato mesi fa a pianificare ogni dettaglio del loro addio. Nulla lasciato al caso: dalla decisione di affrontare tutto insieme, nella loro casa di Grünwald, fino alla cura con cui hanno scritto lettere e lasciato ricordi preziosi alle persone più care. La DGHS, l’associazione tedesca che le ha accompagnate in questo viaggio, non improvvisa mai: il percorso è lungo, fatto di colloqui e verifiche attente, come a proteggere fino all’ultimo la dignità di chi sceglie questa strada.

Il giorno del commiato, il 17 novembre, le gemelle hanno salutato chi amavano con un messaggio semplice e struggente: “Ci rivediamo al settimo cielo”. Un gioiello di giada, da aprire solo dopo la loro partenza, è stato l’ultimo dono all’amica Carolin Reiber. Un gesto che ha commosso amici e fan, ma che ha anche riacceso il dibattito sulla possibilità di scegliere liberamente come e quando dire addio.
Non tutti sanno che un percorso di fine vita assistito in Germania ha un costo preciso: circa 7.000 dollari per due persone, quasi seimila euro. Una cifra che comprende supporto medico, consulenze legali e tutte le pratiche necessarie. A raccontarlo è stato Wega Wetzel, portavoce DGHS, a TMZ. Un numero che sorprende e fa riflettere, specie se si pensa che in Italia non esiste ancora una legge chiara su questo tema.
La Germania, nonostante una storica sentenza nel 2020 che ha riconosciuto il diritto all’aiuto alla morte volontaria, vive ancora in una zona grigia. Le proposte per regolamentare meglio la materia sono state più volte respinte, mentre i casi seguiti dalle associazioni continuano a crescere anno dopo anno. Nel 2024 sono stati oltre 600, il doppio rispetto al 2022.
Se la loro uscita di scena ha diviso l’opinione pubblica, il modo in cui le Kessler hanno scelto di gestire il loro patrimonio ha trovato unanimi consensi. Dopo aver pensato, in un primo momento, di destinare tutto a Medici senza frontiere, le sorelle hanno deciso negli ultimi anni di suddividere quanto accumulato tra diverse realtà: Unicef, enti a sostegno delle persone con disabilità, il Paul Klingen Künstleroszialwerk e la Fondazione tedesca per la protezione dei pazienti.
«Vogliamo distribuire la nostra eredità in modo equo, non in un unico calderone», avevano dichiarato. Anche la splendida villa di Grünwald, immersa in un giardino da sogno, sarà ceduta per finanziare buone cause, lasciando così un’eredità non solo materiale ma anche di valori e solidarietà.
Il mondo dei social si è diviso tra chi ammira il coraggio delle gemelle e chi si interroga sul senso di una scelta così radicale. In Germania, editoriali come quello di Kai Weise sul Bild hanno espresso dissenso, mentre in Italia si continua a discutere sulla necessità di una legge che riconosca libertà e dignità alla fine della vita. Ma la storia delle Kessler, comunque la si pensi, rimarrà per sempre una pagina intensa nel libro dello spettacolo europeo.


