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“Non lasciamolo solo”. Francesca Fialdini, il triste appello è per lui: “È colpa nostra”

Da domenica 13 settembre andrà in onda la nuova edizione di “Da noi…a ruota libera“, trasmesso su Raiuno dalle 17:20 e presentato da Francesca Fialdini, che spera fortemente di replicare la popolarità in termini di share della scorsa stagione. Qualche ora fa la conduttrice ha voluto di dire la propria riguardo l’abominevole assassinio del giovane Willy, non risparmiando parole forti ed estremamente toccanti. Il punto cardine del pensiero di Francesca Fialdini è sostanzialmente uno: chi fa la propria parte per sé e per gli altri, non è mai al posto sbagliato.

Comincia così la Fialdini a parlare del giovane assurdamente ammazzato: “Willy è nato a Roma e spera di diventare cuoco. Ha 21 anni, carattere solare e retto. Willy non beve, non fa uso di sostanze ed è disponibile a guidare quando la sera tira tardi con gli amici. Willy si sa divertire e sogna di indossare la maglia della Roma. Una sera esce e vedendo un amico in difficoltà decide di intervenire provando a sedare una rissa ma purtroppo è lui che finisce tra calci, pugni e violenza inaudita. Si dice che Willy “si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato”. Siete sicuri? Perché per me Willy si è trovato nel posto giusto al momento giusto e ha fatto quello che sentiva necessario per difendere un amico e non lasciarlo solo”. (Continua dopo la foto)


Il discorso dipanato da Francesca Fialdini poi mantiene un focus davvero aderente con la realtà e quella che è la condizione concreta dell’Italia debole, costituita in maggioranza da ragazzi che non vedono un futuro. “Il punto è la violenza usata a sbafo, esibita come forma di potere da personaggi del quartierino a cui altri ragazzi guardano pensando così di contare qualcosa. Far passare Willy come quello che non avrebbe dovuto intromettersi non aiuta a riconoscere il valore di questo ragazzo – cosa è bene e cosa è male – e chi è veramente in torto in questa terribile storia. Perché i giovani sono l’anello più debole della nostra società: in Italia la disoccupazione giovanile ha superato il 30% e siamo primi in Europa per Neet – giovani che non lavorano e non studiano (oltre 2 milioni)”. (Continua dopo le foto)

 

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Willy è nato a Roma e spera di diventare cuoco. Ha 21 anni, carattere solare e retto. Willy non beve, non fa uso di sostanze ed è disponibile a guidare quando la sera tira tardi con gli amici. Willy si sa divertire e sogna di indossare la maglia della Roma. Una sera esce e vedendo un amico in difficoltà decide di intervenire provando a sedare una rissa ma purtroppo è lui che finisce tra calci, pugni e violenza inaudita. Si dice che Willy “si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato”. Siete sicuri? Perché per me Willy si è trovato nel posto giusto al momento giusto e ha fatto quello che sentiva necessario per difendere un amico e non lasciarlo solo. Il punto è la violenza usata a sbafo, esibita come forma di potere da personaggi del quartierino a cui altri ragazzi guardano pensando così di contare qualcosa. Far passare Willy come quello che non avrebbe dovuto intromettersi non aiuta a riconoscere il valore di questo ragazzo – cosa è bene e cosa è male – e chi è veramente in torto in questa terribile storia. Perché i giovani sono l’anello più debole della nostra società: in Italia la disoccupazione giovanile ha superato il 30% e siamo primi in Europa per Neet – giovani che non lavorano e non studiano (oltre 2 milioni). Chi come Willy fa la propria parte per sé e per gli altri non è mai al posto sbagliato e mi dispiace moltissimo che l’Italia abbia perso un cittadino così; ma per i nostri giovani il momento di scegliere da che parte stare è ora. E noi adulti siamo tutti responsabili quando scegliamo di voltarci dall’altra parte di fronte alla loro emergenza. Ps: questo post è per Willy. Sul vuoto cosmico di chi lo ha ucciso non voglio spendere nemmeno una parola. Mi limito a ribadire che i ventenni ereditano ciò che gli si lascia.

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Una colpa, dunque, secondo Francesca Fialdini, da imputare alle generazioni trascorse: “Chi come Willy fa la propria parte per sé e per gli altri non è mai al posto sbagliato e mi dispiace moltissimo che l’Italia abbia perso un cittadino così; ma per i nostri giovani il momento di scegliere da che parte stare è ora. E noi adulti siamo tutti responsabili quando scegliamo di voltarci dall’altra parte di fronte alla loro emergenza. Ps: questo post è per Willy. Sul vuoto cosmico di chi lo ha ucciso non voglio spendere nemmeno una parola. Mi limito a ribadire che i ventenni ereditano ciò che gli si lascia”.

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