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“È tutto vero”. L’ex agente di Paolo Bonolis interviene sui presunti amanti di Sonia Bruganelli

  • Gossip

Le crepe, a volte, non fanno rumore. Si allargano lentamente, sotto la superficie, finché qualcuno decide di raccontarle ad alta voce. E questa volta a parlare è una figura che per anni ha vissuto dietro le quinte della televisione italiana, uno di quelli che conoscono dinamiche, equilibri e tensioni che il pubblico spesso non immagina. Le sue parole riaccendono i riflettori su una delle coppie più discusse dello spettacolo, tra indiscrezioni, libri autobiografici e confessioni che continuano a far discutere.

Tutto parte dalle dichiarazioni contenute nel libro “L’Uragano – Soli, fulmini e saette”, firmato da Lucio Presta. Un racconto che non si limita a memorie professionali, ma entra anche in aspetti personali, delicati, legati alla fine del matrimonio tra Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli. Secondo quanto riportato, il manager avrebbe messo nero su bianco una verità scomoda sui presunti tradimenti dell’ex moglie del conduttore, una ricostruzione che – viene sottolineato – sarebbe documentata. Un dettaglio non secondario, perché “rischierebbe non poco se non fosse vero”.

Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli, scoppia il caso dei presunti amanti: parla il famoso agente tv


Sonia Bruganelli, Marco Salvati parla dei presunti amanti dell’ex di Paolo Bonolis

A rilanciare e confermare quella versione oggi è Marco Salvati, storico autore televisivo e per anni uomo di fiducia proprio di Bonolis. Intervistato da Fanpage.it, non usa giri di parole. “E’ tutto vero”, afferma con fermezza. “Quello che mi sento di dire è che quanto ha scritto Presta nel suo libro, rispetto alle parti in cui mi ha citato, è tutto vero. Quando Presta scrive che tutti sapevano, lo fa perché è vero: tutti sapevano. Non mi va di fare i nomi, così come non li ha fatti lui, perché di mezzo ci sono dei figli da tutelare”.

Parole che pesano, perché non arrivano da un osservatore esterno, ma da chi quel mondo lo ha vissuto dall’interno. Salvati, 62 anni, non entra nei dettagli più intimi, ma conferma l’esistenza di una consapevolezza diffusa nell’ambiente. E non è il primo a esporsi: già in passato anche Selvaggia Lucarelli aveva affrontato pubblicamente la vicenda, lasciando intendere che certi “scheletri nell’armadio” fossero noti a più di qualcuno.

Paolo Bonolis Mediaset

Ma il racconto prende una piega ancora più personale quando Salvati torna sul proprio allontanamento dal gruppo di lavoro di Bonolis. “Il mio allontanamento? Tutto è partito da una forte lite con Sonia Bruganelli a Formentera. Un contrasto che io, scioccamente, ho trascinato fino a Roma perché ferito da alcune sue esternazioni pubbliche. Sono passati due anni, ne ho pagato le conseguenze e oggi dico ‘amen’. D’altronde, in quel gruppo di lavoro non sono né il primo né l’ultimo a essere fatto fuori; ci avevano provato anche con il mio storico socio Sergio Rubino, senza però riuscirci”.

Una rottura professionale che, nelle sue parole, sembra intrecciarsi con equilibri personali e dinamiche di potere. Tuttavia Salvati pone un limite netto: “Sulle questioni private, invece, preferisco non entrare. Non mi interessano i nomi dei presunti amanti di Sonia: se la situazione stava bene a Paolo, contenti tutti. Trovo sminuente e umiliante parlarne, specialmente per un uomo della cultura e dell’intelligenza di Bonolis. Purtroppo, nel nostro ambiente, non è raro che uomini anche molto potenti finiscano per soffrire della ‘sindrome di Stoccolma’. Lo ribadisco: confermo ogni parola del racconto di Presta”.

Ed è proprio quest’ultima frase a rappresentare il punto più delicato della vicenda. Non solo una conferma, ma una presa di posizione chiara a sostegno del manager. In un ambiente dove spesso si preferisce il silenzio o la diplomazia, Salvati sceglie di esporsi, riaprendo una storia che sembrava destinata a rimanere confinata tra le pagine di un libro. Ora, invece, torna al centro del dibattito pubblico, con nuove ombre e interrogativi che difficilmente si spegneranno in fretta.


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