“È il mio corpo e decido io”. Aurora Ramazzotti in bikini e apriti cielo dopo tutto quello che è successo: critiche su critiche

Aurora Ramazzotti,  ancora sul cat calling. Un argomento tra i più dibattuti di sempre quello del cat calling e in seguito all’insinuazione di un hater la figlia di Michelle Hunziker e di Eros Ramazzotti non ha potuto fare a meno di rispondere. La splendida figlia d’arte, ad oggi 24enne, ha sottolineato alcuni aspetti importanti sulla dimensione femminile, tutto questo sotto gli occhi dei follower.

Una denuncia per molestia incoerente con il modo di mostrarsi nelle foto sui social, questa l’obiezione mossa da un utente a cui ha fatto seguito la pronta risposta di Aurora Ramazzotti. Parole dettate non solo da un’esperienza personale ma anche in nome di tutte quelle donne colpevolizzate di un qualcosa che non trova alcuna fondatezza, solo perché  apparse in minigonna o in costume. (Continua a leggere dopo la foto).


Nonostante la sua giovane età, Aurora ha sempre dimostrato di essere dalla parte delle donne, dalla sua battaglia body positive al cat calling appunto, fenomeno che molte donne continuano a subire giorno dopo giorno. Ma a fare tornare a parlare sull’argomento, una foto in bikini di Aurora ripescata da alcuni hater che troverebbero incoerente il modo di apparire della Ramazzotti a fronte di quanto sostenuto sull’immagine che dovrebbero trasmettere le donne. (Continua a leggere dopo la foto).

Tutto sarebbe nato da un commento di un utente che a corredo di Aurora in bikini ha scritto: “Quando sei Aurora Ramazzotti e fai vedere il tuo impegno contro il Cat Calling”, sottolienando a suo dire una sorta di incoerenza tra le parole e i fatti. La risposta di Aurora non ha tardato ad arrivare: “È lo screenshot di un video in cui reggevo il drenante cellulite di mia mamma tra le chiappe. Ironia, per la cronaca”. (Continua a leggere dopo le foto).

“Se d’estate mi metto in costume allora non posso permettermi di disgustarmi davanti a commenti sessuali che avvengono quando sono interamente vestita?” e questo alla luce di un vero e proprio sfogo pubblico: “Io merito rispetto a prescindere da chi sono e da come mi vesto. Merito rispetto che io sia in costume da bagno o completamente coperta dalla testa ai piedi. Merito rispetto se faccio ironia sul mio corpo. Perché è il mio corpo e decido io. Non voi”.

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