Per i fumatori di e-cig, le sigarette elettroniche, il 2015 comincia con un aumento. Qualche giorno fa i Monopoli di Stato hanno emanato un decreto provvisorio che ha stabilito per i liquidi di ricarica delle sigarette elettroniche una tassa di 3,33 euro per ogni flacone da 10 ml. A questo risultato i burocrati sono arrivati attraverso un artifizio e cioè stabilendo che ogni millilitro di ricarica equivale a 5 sigarette tradizionali. La delega fiscale del governo prevede per le e-cig un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività. Per determinare l’equivalenza con un chilogrammo convenzionale di sigarette e, da qui, determinare l’accisa è previsto un procedimento attraverso l’utilizzo di un particolare macchinario. La relazione tecnica del provvedimento aveva indicato l’equivalenza in un millilitro per quattro sigarette, portando a un’ipotesi di imposta di oltre sei euro. Il decreto direttoriale emanato il 24 dicembre, ha invece stabilito, provvisoriamente, l’equivalenza in un millilitro per cinque sigarette. Protestano gli operatori del settore, quasi tutte imprese italiane, contestando il paragone tra e-cig e sigarette tradizionali. Il metodo utilizzato dai Monopoli, secondo i produttori, non si rifà a nessuno standard scientifico internazionale. La nuova tassa, spiegano, comporterà un aumento del 100 per cento del prezzo medio al pubblico delle ricariche.
Dopo la sigaretta, ecco la canna elettronica. Ed è già polemica



