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Sei disoccupato? Ecco come richiedere il nuovo assegno di ricollocamento

 

L’assegno di ricollocamento, per chi è senza lavoro, è una delle novità del Jobs Act, la riforma del diritto del lavoro in Italia, promossa e attuata dal governo Renzi, attraverso diversi provvedimenti legislativi varati tra il 2014 e il 2015. Questi provvedimenti hanno dato vita anche a delle riforme negli ammortizzatori sociali, cassa integrazione e sussidi di disoccupazione e all’introduzione dell’assegno di ricollocazione, o assegno di ricollocamento detto anche voucher o dote individuale di ricollocazione.

L’assegno di ricollocazione, un “voucher per la ricollocazione dei disoccupati da oltre sei mesi”, è accessibile anche in caso di licenziamento legittimo. L’obiettivo di questo strumento è quello di potenziare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e semplificarne tutte le pratiche.

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Per averne diritto è necessario iscriversi al ”portale unico registrazione persone in cerca di lavoro” e comunicare di essere disoccupati e disponibili a un lavoro e alle iniziative dei Servizi per l’Impiego (possibile anticipare i tempi per accelerare la procedura di domanda, registrandosi in pendenza del periodo di preavviso). La domanda si indennità di disoccupazione Naspi, Asdi o Dis Coll vale come dichiarazione immediata di disponibilità.

Dopo massimo 60 giorni il disoccupato viene ricontatto per individuare un “patto di servizio”, ovvero un insieme di iniziative per trovare lavoro, redatte in base al profilo di occupabilità del soggetto che sarà seguito da un responsabile. L’assegno di ricollocazione viene riconosciuto se si è in disoccupazione da almeno sei mesi ma non è un sostegno al reddito spendibile come si vuole. Infatti il voucher ricollocamento, comunque non tassabile, si può usare per funzioni e compiti di politiche attive del lavoro presso i centri per l’Impiego o soggetti privati accreditati.

L’importo dell’assegno di ricollocamento dipende dal livello di occupabilità del disoccupato, ovvero più è “basso” il suo profilo occupazionale/professionale e più è alto l’importo: la media è sui 1500 euro, il massimo circa 3/4000 euro. Per trovare lavoro il disoccupato potrà scegliere a quale struttura pubblica o privata rivolgersi, a quale agenzia per il lavoro accreditata, la quale sarà pagata da Stato o Regione solo se viene effettivamente trovata un’occupazione. Insomma, al disoccupato non spetta un euro in realtà.

Se il richiedente rifiuta un lavoro consono al proprio profilo o non adempie agli impegni può essere punito con la riduzione degli eventuali ammortizzatori sociali di cui usufruisce (Naspi; Asdi; Dis-col)

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