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Rivoluzione dei contratti, ecco come cambia il mondo del lavoro…

Dal 1 marzo le aziende potranno assumere con le nuove regole sul contratto a tutele crescenti, che domani sarà varato definitivamente dal consiglio dei ministri insieme all’altro decreto attuativo del Jobs act sulla nuova relativa alla disoccupazione. La certezza arriva direttamente dal ministro Giuliano Poletti. Il titolare del Lavoro ha detto che domani il Consiglio dei ministro darà il via libera definitivo ai decreti attuativi e da marzo le aziende potranno assumere con le nuove regole. “Domani porteremo anche la riforma dei contratti, cambiando il contratto di apprendistato, e la successiva tappa sarà la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”. “Siamo convinti che se quest’anno 200-300-400mila entreranno nel mercato lavoro con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti – ha detto ancora il ministro – avremo cambiato il modo di pensare il mondo dell’occupazione”. Ecco cosa cambierà.

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D’ora in poi tutte le categorie di lavoratori, fatta salva quella dei dirigenti, assunti nel 2015 con un contratto a tempo indeterminato si vedranno applicare il contratto a tutele crescenti, non appena il decreto sarà definitivamente approvato dal Parlamento. Le tutele crescenti riguardano la disciplina dei licenziamenti illegittimi: il Jobs Act ha infatti cambiato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ed eliminato il diritto a essere reintegrati in alcuni casi. Questo, per esempio, accade nel caso di licenziamento economico per esigenze (anche non provate) dell’impresa. Niente reintegro neppure nel caso di licenziamento disciplinare, anche nel caso in cui la mancanza del lavoratore non sia stata così grave da meritare il licenziamento. Con il nuovo contratto sono previste tutele crescenti per i licenziamenti illegittimi, con un risarcimento del danno che partirà da quattro mensilità dell’ultima retribuzione a cui si aggiungeranno due mensilità per ogni anno di servizio, con un tetto massimo di ventiquattro mensilità.

Addio ai cocopro, i contratti a progetto. L’abolizione dei contratti a progetto e dell’associazione in partecipazione e la rimodulazione delle altre tipologie contrattuali dovrebbero andare in vigore dal 2016. Per quest’anno sarà ancora possibile stipulare questi contratti mentre dopo il 2016 sarà possibile stipulare cocopro solo con accordi sindacali.

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