L’importo è di 600 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata). Ma se si decide di usufrire del contributo si dovrà necessariamente riuniciare al congedo parentale.
Anche le madri lavoratrici part-time potranno usufruirne contributo, in misura riproporzionata vista la ridotta entità della prestazione lavorativa.
Come viene erogato il contributo? Se decidete di usufruire del contributo come supporto per le spese dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, allora verrà erogato con un pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta. Il tutto dopo che avverrà l’iscrizione e ci sarà la documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio.
Attenzione però: non tutte le scuole danno la possibilità di ricevere il contributo. Questo infatti sarà erogato esclusivamente se il servizio per l’infanzia viene svolto da una struttura scolastica accreditata. Per comprendere quali siano queste basta consultare il sito www.inps.it.
Invece il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro. L’Inps erogherà 600 euro per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice. Tutto attraverso voucher cartacei che dovranno essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale Inps territorialmente competente, individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di accesso. Si potranno ritirare in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarli con cadenza mensile, indicando espressamente il codice fiscale del figlio per cui è concesso il beneficio. Tutti i voucher dovranno essere ritirati entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda. Il mancato ritiro o il ritiro parziale comporteranno l’automatica rinuncia al beneficio o alla parte di voucher non ritirata nel termine, con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzo del periodo di congedo parentale rinunciato nel momento di presentazione della richiesta.
Bisognerà spenderli entro la scadenza ma prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting, è necessario comunicare all’Inps l’inizio della prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa.
Per l’accesso ai benefici, l’Inps ha pubblicato sul proprio sito web tutte le istruzioni in cui si leggono tempi e le modalità di presentazione della domanda. Tutto deve essere presentato all’Istituto attraverso il sito web istituzionale, accedendo direttamente tramite Pin “dispositivo” , oppure tramite patronato.
Al momento della domanda occorre:
– indicare a quale dei due benefici intende accedere, e in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore;
– indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;
– dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale;
– dichiarare di aver presentato dichiarazione Isee valida. A tal fine si ricorda che per le domande presentate nell’anno 2015 la dichiarazione Isee dovrà essere conforme alla vigente normativa, prevista dal Dpcm 5 dicembre 2013 n. 159, le cui istruzioni operative sono rinvenibili nella circolare Inps n. 171 del 18 dicembre 2014.
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