Cambia tutto per i dipendenti della pubblica amministrazione. Non è un periodo facile per gli statali che, dopo la notizia della pensione posticipata e gli stipendi che sono bloccati da anni, devono far fronte a un’altra novità. Ma se da un lato si cerca di punire chi cerca di fare il furbo, dall’altro il rischio è quello di scontentare tutti. Vale la pena capire quali sono le novità della riforma sulla pubblica amministrazione: ferie e permessi per malattia funzioneranno solo a giornata e non ad ore. Non sarà quindi possibile utilizzarle come permessi per uscire prima o entrare dopo al lavoro.
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A fare il punto sulla questione è l’Aran, l’Agenzia che si occupa di pubblico impiego e che rappresenta il Governo nei tavoli con i sindacati. Nei mesi scorsi si era parlato della possibilità di spacchettare la “malattia” in ore, in modo da consentire le visite specialiste. Alla fine però non se ne è più fatto nulla: l’assenza deve durare tutto la giornata lavorativa è stata la decisione definitiva.
Per sciogliere i dubbi ricorrenti tra i dipendenti pubblici, l’Aran ha confezionato una sorta di report dove, settore per settore, dai ministeriali agli insegnanti, indica tetti e vicoli in fatto di assenze. L’argomento è sensibile. Il Governo è al lavoro per imprimere una stretta e cercare di rendere più difficile ai “furbetti” di fregare il sistema, come i furbetti del cartellino, i finti malati e l’utilizzo di altre scappatoie illecite.

A farne le spese, però, rischiano di essere tutti i dipendenti statali, anche quelli onesti. Poi c’è la tematica delle assenze, soprattutto nel periodo di ferie: il Governo è molto attento a questa tematica e l’Aran ha colto l’occasione per spiegare che l’amministrazione se in necessità può richiamare il dipendente in villeggiatura ma deve rimborsargli il viaggio.
Contro i furbetti della metro, timbratura anche in uscita


