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Assegno mensile per ogni figlio. Nuovo provvedimento del governo: le cifre e come funziona

È un problema grave per l’Italia. Se ne è parlato tanto, tantissimo negli anni scorsi, se ne parla e se ne continuerà a parlare ancora per molto tempo. D’altra parte generare figli è, pensate un po’, l’unico modo per preservare e sviluppare una comunità , una società , un Paese. Gli italiani non fanno più figli. Basta dare uno sguardo ai tassi di natalità degli ultimi anni. Il confronto con gli altri stati europei è impietoso.

Nella classifica presa in esame l’Irlanda è prima, seguita da Francia, Svezia, Cipro e Regno Unito. Si va da 12,5 nati per ogni 1000 residenti per il paese europeo più ‘prolifico’ a 10,7 nati ogni mille residenti nel Regno Unito. E l’Italia? Beh l’Italia è ultima, ultimissima. Con appena 7,30 numero di nati ogni mille residenti nel 2018 e 7 nati ogni 1000 l’anno successivo. Insomma, la situazione non era buona prima e va pure peggiorando. Un disastro.

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Così il governo guidato da Mario Draghi ha deciso di intervenire per dare un sostegno alle famiglie – coraggiose? – che mettono al mondo dei figli. Finalmente c’è il decreto. Queste le informazioni che stanno circolando in queste ore sulla stampa nazionale grazie ad una bozza. Si tratta di un assegno mensile fino a 175 euro. Dal diciottesimo anno di età e fino ai 21 anni i 175 euro scendono a 85. Il governo ha infatti deciso di supportare le famiglie con un Assegno unico universale per i figli.


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Come scrive il Corriere della Sera: “Il testo definitivo del decreto attuativo della misura (la legge delega 46/2021 è stata approvata all’unanimità dal Parlamento lo scorso 30 marzo) dovrà entrare nei dettagli legati alla tempistica e ai modi dell’erogazione dell’assegno. Nelle intenzioni dell’esecutivo, il nuovo sostegno coprirà parte delle spese affrontate dalle famiglie per i figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età”.

A chi spetta l’assegno? Sempre sul Corsera leggiamo: “Le destinatarie sono tutte le famiglie con figli a partire dai 7 mesi di gravidanza fino ai 21 anni di età (purché studino o stiano cercando lavoro). Dunque, l’assegno unico è destinato sia ai lavoratori autonomi che a quelli dipendenti con uno o più figli a carico (l’assegno «ponte», invece, che terminerà a dicembre – salvo proroga di qualche mese -, è riservato ai disoccupati e ai titolari di partita Iva, coloro cioè che fino ad ora non hanno avuto accesso agli assegni familiari o Anf)”.

L’assegno sarà erogato sulla base dell’Isee e varierà a seconda del numero dei figli. “L’importo – scrive il Corriere della Sera – varia a seconda del numero dei figli, della loro maggiore o minore età, se sono studenti o se hanno delle disabilità. Come detto, l’assegno è anche per i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, ma in questo caso se hanno un loro reddito non deve essere superiore a 8 mila euro. Per i figli maggiorenni l’assegno sarà di importo inferiore, ma l’assegno è previsto solo in caso siano iscritti in percorsi di formazione, di avviamento al lavoro oppure nelle liste di collocamento”.

Come fare per ottenere l’assegno? La domanda potrà essere presentata all’Inps – in via telematica o attraverso i patronati – dal 1 gennaio ed è riferita al periodo compreso da marzo fino alla fine di febbraio dell’anno dopo. Con la richiesta va presentata anche la dichiarazione Isee, ma chi non la presenta riceverà comunque l’importo minimo.

Pubblicato il alle ore 11:56 Ultima modifica il alle ore 19:25