Natale è vicino e sono in arrivo i primi regali per le famiglie italiane. È stato confermato, infatti, il nuovo trattamento economico ideato per contrastare la povertà e l’esclusione sociale che penalizza molti nuclei familiari nostrani. Si chiama ReI e promette un’erogazione mensile agli aventi diritto. Ma cos’è il cosiddetto “reddito di inclusione”, in cosa consiste e come vi si accede? Le notizie in merito sono spesso lacunose e tendono a dare un’informazione distorta sul servizio. Di seguito proviamo a fare chiarezza. Si tratta di una misura di sostegno al reddito che interesserà circa 400mila famiglie e si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta ReI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, volto al superamento della condizione di povertà. Il progetto viene predisposto con la regia dei servizi sociali del Comune che cooperano con altri servizi territoriali e soggetti privati. (Continua dopo la foto)


Non solo, è importante sottolineare che ciascun componente del nucleo non deve percepire prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (disoccupazione) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. Inoltre, il nucleo familiare che presenta domanda di inclusione al reddito deve comprendere almeno una delle seguenti figure: un minorenne, una persona con disabilità certificata, una donna in stato di gravidanza, un disoccupato over 55. Il contributo mensile varia in base al numero dei componenti e va da un minimo di 187 euro ad un massimo di 485 euro.
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