L’ultima novità in tema alimentare arriva da Bruxelles: il formaggio senza latte. Fatto con cosa, allora? Con latte concentrato o in polvere. Addirittura, l’Unione europea ha inviato una diffida al nostro Paese, da sempre protetto da prodotti scadenti da una normativa del 1974 che impone latte fresco (vero) per produrre formaggi. Ma questa legge per la Ue è “una restrizione alla libera circolazione delle merci”. Soprattutto quelle straniere. Nella diffida europea si legge una richiesta mirata: “La fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero-caseari”.
E la nostra legge del 1974 viene vista come “una restrizione alla libera circolazione delle merci, essendo la polvere di latte e il latte concentrato ampiamente utilizzati in tutta Europa”. Così, con un colpo, si mette a rischio la tradizione italiana che ha fatto della qualità dei nostri formaggi un garanzia per i palati più esigenti. E il mercato lo apprezza: le esportazioni sono aumentate del 9,3% nel primo trimestre 2015, nonostante i blocchi della Russia. Che conseguenza avrà la normativa europea? Per Blitzquotidiano, qualità più scarsa di formaggi e yogurt italiani. Danno alla reputazione del Made in Italy. Aumento di importazione di polvere di latte e latte concentrato, soprattutto da aziende che producono prodotti di minor qualità. E naturalmente un danno agli allevatori.
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