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Il tonno in scatola? Non è tutto uguale: marca per marca, ecco la classifica dei migliori (e dei peggiori) secondo Greenpeace

  • Cucina

Non sempre sappiamo cosa mangiamo. E, nell’era della globalizzazione e rapida circolazione di merci, il dubbio è sempre forte. Anche perché le attuali norme sulla etichettatura non sono facilmente comprensibili dalla maggioranza dei consumatori e, inoltre, spesso “nascondono” varie “triangolazioni”. Il tonno, per esempio, può essere pescato in un luogo, lavorato in un altro e distribuito da un’azienda con sede in un altro luogo ancora. Ed è bene che organizzazioni a tutela del consumatore e organizzazioni non governative facciano il loro lavoro, cercando di informare il più possibile i consumatori. È anche innegabile che la scelta si basi sul prezzo e, perché no, da come la pubblicità riesce a convincere i potenziali clienti. E poi c’è l’eterno dubbio sulle cosiddette marche del supermercato, spesso sottovalutate senza sapere che in molti casi quei prodotti sono “figli” di marchi di primo livello. E anche nel caso del tonno ci sono conferme di questo tipo. (continua dopo la foto)


Il tonno è tra gli alimenti in scatola più consumati al mondo e, anche per questo, Greenpeace ha voluto vederci chiaro, con la quarta edizione del “Rompiscatole” che valuta la sostenibilità delle scatolette di tonno del mercato italiano. Undici marchi, circa l’80 per cento del mercato italiano, sono stati valutati in base a politiche di acquisto, trasparenza e adozione di precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Ecco la particolare classifica, di sicuro un buon parametro per valutare i nostri acquisti. Secondo la Ong ci sono aziende che producono tonno in scatola non rispettando gli standard ambientali minimi, impedendo quindi il ripopolamento dei tonni. (continua dopo le foto)

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Solo il 4% delle marche analizzate li rispettano pienamente, gli altri, la maggior parte, “ricorrono troppo spesso alla pesca con le reti anziché con la canna, e a farne le spese, neanche a dirlo, sono i tonni più giovani, col rischio che così facendo si impedisca il ripopolamento della specie”. Ma, in sostanza, quali sono le marche migliori (e peggiori), almeno stando a questi indicatori? ASdoMAR, si classifica al primo posto. Seconda Esselunga. Seguono Conad, Rio Mare, Coop, Nostromo, Carrefour. Agli ultimi posti, invece, Mare Blu, Mare Aperto, Lidl e Auchan.

Che preparo a cena? Spaghettini tonno e limone (facili, veloci, da leccarsi i baffi)


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