Un ragazzo è stato mandato fuori dalla sua classe perché gli insegnanti hanno reputato che il suo taglio di capelli, tutto sommato normale, era “esagerato”. Il fatto è accaduto alla Raynes Park High School di Londra. A raccontare alla stampa inglese l’accaduto è stata Jennie London, la madre del ragazzo che si è detta disgustata dall’accaduto. Secondo il racconto della donna, il figlio è stato costretto a passare due giornate di lezioni in “isolamento” da parte della direzione della scuola per il taglio di capelli rasati da un lato e lunghi dall’altro. “Da due anni mio figlio – racconta Jennie – porta lo stesso taglio di capelli: corti sia dietro che ai lati. Adesso lo hanno messo in isolamento per il taglio di capelli? Sono disgustata”.
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Jennie London è partita all’attacco nei confronti di una situazione che ha gravemente colpito il figlio:
“Lo stanno privando dei suoi diritti umani, io lo mando a scuola per istruirlo e per fargli vivere esperienze assieme ai compagni, non per farlo stare chiuso da solo in una stanza a fare i compiti”.
Dopo le dichiarazioni della donna, prontamente è intervenuta la dirigente scolastica Kirsten Heard: “Reputiamo che un taglio di capelli molto corto, dove è chiaramente visibile lo scalpo, non è conforme al regolamento in materia di Uniforme Scolastica e così abbiamo richiesto allo studente di adottare una versione un po’ più lunga della sua attuale pettinatura”.
A quanto sembra né il ragazzo, né la madre hanno preso in debita considerazione quanto previsto dal regolamento, probabilmente ritenendolo un limitazione alla libertà individuale.
“Il regolamento, seppur rigido, è reso chiaramente noto ai genitori – ha ribadito la Heard – che sono a conoscenza di tutte le norme e di tutte le comunicazioni attraverso e-mail ed assemblee. Non rimandiamo mai a casa gli studenti che violano le norme sull’Uniforme Scolastica – ha spiegato la dirigente – ma li mettiamo a lavorare nel nostro archivio scolastico. Riteniamo che i nostri studenti siano tutti ambasciatori della nostra scuola e ci aspettiamo che il loro abbigliamento ed il loro comportamento – ha concluso Kirsten Heard – riflettano gli alti standard qualitativi che ci imponiamo di raggiungere”.

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