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“Tutti presenti”. Re Carlo convoca la Famiglia reale nel momento complicato per la Corona

Famgilia Reale

La cerimonia del Commonwealth Day all’Abbazia di Westminster, tradizionale appuntamento che ogni anno celebra i legami tra il Regno Unito e i Paesi dell’organizzazione nata dalle ceneri dell’Impero britannico, si è trasformata in un momento di forte contestazione contro la monarchia. Nel giorno in cui Re Carlo III era chiamato a ribadire il ruolo di guida e di unità del Commonwealth, all’esterno dell’abbazia si è levata la protesta di decine di manifestanti anti-monarchici. Tra gli slogan più duri compariva anche la domanda: “Carlo, cosa nascondi?”.

Il Commonwealth riunisce decine di Stati africani, asiatici e caraibici insieme a Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, e rappresenta uno dei pilastri simbolici dell’influenza britannica nel mondo. Ma quest’anno la ricorrenza si è svolta in un clima teso, segnato dalle polemiche che coinvolgono la famiglia reale e, in particolare, il principe Andrea. Lo scandalo legato al faccendiere americano Jeffrey Epstein, morto nel 2019 e al centro di numerose accuse di pedofilia, è tornato a gettare un’ombra sui Windsor.

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Famiglia reale riunita da Re Carlo: contestazioni e polemiche

All’esterno di Westminster si sono radunati gli attivisti del gruppo Republic, riconoscibili per i cartelli gialli diventati ormai simbolo della protesta repubblicana nel Regno Unito. Tra gli striscioni esposti si leggevano frasi come “non è il mio re” e “aboliamo la monarchia”. Il gruppo guidato da Graham Smith ha scelto proprio il Commonwealth Day per rilanciare le critiche contro la famiglia reale, approfittando della grande visibilità dell’evento.

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La contestazione è arrivata mentre all’interno dell’abbazia si svolgeva la cerimonia ufficiale, con la partecipazione dei principali membri della famiglia reale. Oltre a Carlo III e alla regina Camilla erano presenti l’erede al trono William con la principessa Kate e altri esponenti della dinastia. Era la prima occasione pubblica in cui la famiglia si riuniva dopo il recente arresto dell’ex principe Andrea e il suo successivo rilascio, avvenuto dopo un lungo interrogatorio nell’ambito delle indagini sulle informazioni riservate che sarebbero state passate in passato al finanziere.

Tra le assenze che non sono passate inosservate ci sono state quelle delle figlie di Andrea e Sarah Ferguson, Beatrice ed Eugenie. Secondo diversi tabloid britannici, le due principesse sarebbero state di fatto messe in una sorta di quarantena mediatica per evitare di alimentare ulteriormente le proteste legate allo scandalo Epstein. A rendere ancora più evidente il momento difficile attraversato dalla famiglia reale è stata la decisione di Eugenie di dimettersi dal ruolo di madrina dell’organizzazione benefica Anti-Slavery International, incarico che ricopriva da sette anni e che ha scelto di lasciare proprio a causa dell’imbarazzante bufera che ha coinvolto i suoi genitori.

La tensione attorno alla monarchia non nasce solo dagli sviluppi giudiziari legati al principe Andrea. Nelle scorse settimane si erano già registrate diverse contestazioni nei confronti di Carlo III e anche del principe William, accusati da alcuni critici di aver mantenuto troppo a lungo il silenzio sul comportamento del membro più controverso della dinastia.

A rendere ancora più evidente il clima di cambiamento che circonda la monarchia britannica è arrivata anche una decisione senza precedenti nel panorama mediatico del Paese. Per la prima volta in trentasette anni la Bbc non ha trasmesso la diretta della cerimonia del Commonwealth Day dall’Abbazia di Westminster. L’evento era presente nel palinsesto dell’emittente fin dal 1989 e la sua cancellazione ha suscitato interrogativi sul rapporto tra le grandi istituzioni britanniche e la famiglia reale.

Secondo la storica della monarchia Tessa Dunlop, intervistata dal Mirror, il segnale è significativo. “L’abbandono da parte della Bbc del servizio sul Commonwealth è la prova del declino dell’establishment, che include quattro istituzioni precedentemente venerate: la Bbc, la Famiglia Reale, la Chiesa d’Inghilterra e il Commonwealth. Più specificamente, è un segnale d’allarme per la Famiglia Reale: le cose non sono più come prima”. Una valutazione che riassume il momento delicato attraversato dai Windsor, tra scandali, proteste di piazza e un consenso pubblico che appare meno solido rispetto al passato.


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