Storia di Gustave H, leggendario concierge

Grand Budapest Hotel  è un film di Wes Anderson, ispirato alle opere di Stefan Zweig, scrittore austriaco che si vide bruciare nel 1933 ciò che aveva scritto dai nazisti. È alle sue opere che il regista ha dichiarato di ispirarsi per questo ennesimo viaggio in un mondo tanto immaginario quanto affollato di riferimenti alla realtà. Il film, scelto come Film d’apertura della 64ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino e vincitore del Gran premio della giuria, racconta la storia di monsieur Gustave H (Ralph Fiennes), il concierge del Grand Budapest Hotel collocato nell’immaginaria Zubrowka, in un’Europa di inizio Novecento. Gustave è un personaggio pittoresco, con una personalità dalle mille sfaccettature: “Era biondo, fragile, superficiale come tutte le sue amanti”, racconta Zero Mustafa (l’esordiente Tony Revolori), il ragazzo di bottega che Gustave prende sotto la sua protezione. Le amanti di Gustave sono le ultra ottantenni clienti dell’hotel, che il concierge seduce con professionale e smodata serialità, e la trama ruota proprio attorno all’omicidio di una di queste clienti, madame D, anziana e ricchissima amica di Gustave al quale lascia in eredità un prezioso quadro. Il figlio Dimitri accusa Gustave di averla assassinata e da qui parte una rocambolesca avventura capace di divertire e commuovere al tempo stesso.