La scomparsa dell’attrice ha colto di sorpresa Hollywood e il pubblico internazionale, lasciando un vuoto improvviso nel mondo del cinema e della televisione. Lei, amatissima per ruoli iconici che hanno attraversato generazioni, è morta il 30 gennaio nella sua casa di Los Angeles, all’età di 71 anni. La notizia ha avuto un impatto immediato anche sulle produzioni in corso, tanto che persino i creatori della serie comica The Studio l’attendevano per dare il via alle riprese della seconda stagione, ignari di quanto stava accadendo.
Nelle ore successive alla sua morte, sono emersi i primi dettagli sulle cause del decesso. A provocare la scomparsa dell’attrice è stata un’embolia polmonare, come comunicato dall’ufficio del medico legale della città californiana. Le autorità hanno chiarito che soffriva di un tumore al retto, indicato come la “ragione sottostante” della morte improvvisa. Le sue ceneri sono state affidate al marito, Robert “Bo” Welch, scenografo e regista, e ai loro due figli, Matthew e Luke, che hanno scelto il massimo riserbo in questo momento di lutto.
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Come è morta l’attrice Catherine O’Hara: svelate le cause
Nata a Toronto, in Canada, Catherine O’Hara aveva iniziato la sua carriera davanti alla macchina da presa nella sketch comedy canadese Second City Television, nota come Sctv, dove aveva lavorato tra il 1976 e il 1984. Proprio quell’esperienza aveva contribuito a formare una generazione di talenti destinati a imporsi a livello internazionale. All’interno dell’ensemble figuravano anche John Candy, Eugene Levy e Rick Moranis, nomi che, come lei, dal Canada sarebbero poi diventati celebri in tutto il mondo.

Il grande successo era arrivato a Hollywood alla fine degli anni Ottanta. Nel 1988 aveva partecipato a Beetlejuice di Tim Burton, conquistando pubblico e critica, e due anni dopo era entrata nell’immaginario collettivo interpretando la madre di Kevin, il personaggio di Macaulay Culkin, in Mamma ho perso l’aereo. Da quel momento, la sua carriera si era sviluppata tra cinema e televisione, con una naturalezza che l’aveva resa una presenza familiare e riconoscibile.
Negli ultimi dieci anni, Catherine O’Hara aveva vissuto una nuova stagione di grande popolarità grazie a Schitt’s Creek, la serie creata da Daniel Levy e pluripremiata agli Emmy. Nel ruolo di Moira Rose, ex attrice di soap operas sposata al personaggio interpretato dal suo storico amico Eugene Levy, nella vita e nella fiction padre di David, aveva conquistato un Emmy Award e una nuova generazione di spettatori. Era tornata di recente anche nei panni di Delia Deetz in Beetlejuice Beetlejuice e aveva partecipato alla seconda stagione dell’acclamata serie The Last of Us di HBOMax.

Solo nella seconda metà della sua storia recente emerge l’ampiezza di un’eredità artistica che non si era mai esaurita. O’Hara faceva parte anche del cast di The Studio, la produzione della Point Grey Pictures per Apple TV, considerata la commedia più premiata del 2025. Una carriera lunga e coerente, capace di attraversare decenni e linguaggi diversi, che si è interrotta improvvisamente il 30 gennaio, lasciando Hollywood e il pubblico con la consapevolezza di aver perso una delle interpreti più versatili e amate della sua generazione.


