Cinque scene per festeggiare i 40 anni di Frankenstein Junior

L’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha organizzato una proiezione speciale per celebrare il il 40esimo anniversario di Frankenstein Junior, uscito nei cinema americani il 15 dicembre del 1974. All’evento erano presenti il regista Mel Brooks, le attrici Teri Garr e Cloris Leachman e il produttore Michael Gruskoff.

Frankenstein Junior, nato a partire da un’idea di Gene Wilder che è anche autore della sceneggiatura, revisionata poi con la collaborazione del regista, è indubbiamente una delle parodie più riuscite del romanzo Frankenstein di Mary Shelley e dei cineclassici di James Whale (Frankenstein, 1931 e La moglie di Frankenstein, 1935), dai quali Brooks riprende lo stile e persino gli stessi attrezzi di scena, ricollocati nelle stesse posizioni e negli identici studi di ripresa.


   

Il film è interamente girato in bianco e nero, adottando una fotografia e uno stile anni trenta, giocando anche sulle transizioni tra una scena e l’altra proprio per riprendere anche esteticamente i toni del film di Whale. Racconta le esilaranti avventure del giovane professor Frederick Frankenstein, nipote di Viktor von Frankestein, autore di terribili esperimenti medico scientifici che il giovane Frederick inizialmente rifiuta e che poi invece abbraccia, dando vita lui stesso ad una  terribile “Creatura” (Peter Boyle) con l’aiuto dell’assistente Igor (Marty Feldman), della procace Inga (Teri Garr) e dell’inquietante Frau Blücher (Cloris Leachman). 

Il film ebbe un enorme successo di incassi ed è tuttora considerato uno dei migliori film comici di tutti i tempi: in Italia (dove ad oggi risulta il dvd più venduto di sempre con oltre 500.000 copie) la sua fama è legata soprattutto alla brillante traduzione, ad opera di Roberto De Leonardis e di Mario Maldesi, che ha reso sapientemente credibili e divertenti  i giochi di parole e  le assonanze difficilmente traducibili.

Ad esempio,  “Seda-give/seda-tive” che in italiano risulta “seda-davo/seda-tivo”, oppure la celebre gag sull’assonanza werewolf (lupo mannaro) – “where wolf?” (“dov’è lupo”) con Igor che risponde: “There. There wolf, there castle” (Lupo lì, castello là) che nella traduzione diventa (e migliora) “Lupo ululì, castello ululà”.

Approfittiamo della ricorrenza per rivedere insieme a voi 5 esilaranti scene di questo capolavoro intramontabile. Buon divertimento!!