Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Un menu choc. Fa discutere il nome della pizza “omofoba” in Puglia: “Vergogna”, tantissimi i clienti indignati ed è subito polemica. Anche perché quell’ingrediente…

  • Cucina

Un pizzaiolo è un’artista e in quanto tale ha delle licenze poetiche vietate anoi poveri umani. Ma questa volta, l’artista in questione, è andato un po’ troppo fuori dalle righe, causando qualche malumore. Un noto panificio di Conversano, in provincia di Bari, ha una voce nel menù che attrae l’attenzione dei clienti. La pizza ha ingredienti semplicissimi come pomodoro, mozzarella e salame, ma il nome è particolare. Si chiama “pizza dei froci”. Da anni la “pizza omofoba” è uno dei prodotti più venduti dal negozio pugliese, ma il mondo omosessuale si è indignato. “È stata una nostra idea, perché avendo i salumi… ci venne l’idea di fare la pizza al salame e di chiamarla così, senza offesa a loro. Molti clienti ce la chiedono scherzando”, ha spiegato la titolare del panificio ai microfoni di Telenorba. Si tratta di una trovata pubblicitaria che funziona e la prima pizza con questo nome è stata sfornata addirittura dal 1999.

(continua dopo la foto)


 

Ora, la questione sorge spontanea: obbligare il panificio a togliere l’omofobo nome oppure lasciare che tutto rimanga così? Nel primo caso potrebbe verificarsi infatti un danno di immagine ed economico non indifferente (se è vero che questa pizza è il fiore all’occhiello del locale), nel secondo caso invece grave è la mancanza di rispetto per l’intera comunità Lgbt italiana. Frocio, difatti, è oramai considerato il termine dispregiativo per eccellenza per descrivere (negativamente) un individuo maschile omosessuale.

(continua dopo la foto)

{loadposition intext}

 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione: dare del frocio ad una persona è un reato punibile. La Corte di Cassazione è dovuta intervenire modificando la sentenza di un giudice di pace di Teramo, che, invece, aveva affermato che la parola “frocio” non era affatto un insulto e comunque non era offensiva. “La sentenza del giudice di pace è contraria alla logica ed alla sensibilità”.

(continua dopo la foto)

 

Nel maggio del 2005 un uomo abruzzese aveva rivolto questo epiteto ad un suo conoscente. Il giudice lo aveva assolto da ogni colpa, ma la parte civile e il pubblico ministero avevano deciso di ricorrere in Cassazione. E qui hanno avuto ragione. La Corte di Cassazione, ora, ha rinviato tutti gli atti al giudice di pace di Teramo, che dovrà riesaminare il caso e ridefinire la sentenza. Chissà come l’avrà presa l’ex presidente della Regione Puglia, noto omosessuale e da poco padre, Nichi Vendola… 

Ti potrebbe anche interessare: “Io sono un vecchio frocio…”. Maurizio Costanzo davvero Show, è proprio lui a parlare. Gelo e risate tra i presenti, e sulla moglie Maria… Ecco l’assurdo siparietto


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure