”Non ho nulla di buono da dire su di lui”. Così, nel corso di un forum organizzato dalla rivista Variety e dal consorzio francese del lusso Kering al Festival di Cannes, l’attrice ha liquidato il giornalista riferendosi ai presunti abusi da parte di uno dei registi più famosi al mondo ai danni della figlia adottiva Dylan quando era minorenne.
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Non si è certo risparmiata Susan Sarandon, ospite della seconda edizione di Women in Motion, il panel della rassegna che approfondisce il tema della presenza delle donne nell’industria cinematografica. La star è stata premiata insieme alla collega Geena Davis – indimenticabile compagna di set in Thelma & Louise – per il suo contributo a favore delle donne. L’attacco è invece rivolto a Woody Allen e fa eco alle accuse di Ronan, figlio naturale del regista e di Mia Farrow, che in occasione della première di Café Society lo ha accusato in pubblico di aver abusato della sorella adottiva. ”Non ho nulla di buono da dire su di lui – ha detto la diva – Credo che abbia abusato sessualmente di una bambina e non credo proprio che questo sia giusto”. Sono queste le parole esatte che la Sarandon ha usato per definire Allen, che con il suo Café Society ha dato il via alla 69esima edizione del Festival di Cannes.
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In questi giorni il regista sta facendo discutere. E infatti già alla presentazione di Café Society, infatti, il comico Laurent Lafitte aveva fatto riferimento ai presunti abusi del regista sulla figlia Dylan, adottata durante il matrimonio con l’attrice Mia Farrow: ”È bello che tu stia girando tanti film in Europa. Anche se non sei stato condannato per stupro negli Stati Uniti”, aveva detto ad Allen nel corso della cerimonia di apertura con evidente richiamo alle controversie che ruotano attorno al regista Roman Polanski. Poi le critiche di Ronan Farrow – forse figlio di Frank Sinatra e Mia Farrow – sconvolto che i media avessero dato poco risalto alla vicenda denunciata due anni fa dalla stessa Dylan sulle colonne del New York Times.
È ancora mistero sulla vicenda che lega il regista alla figlia adottiva Dylan. Due anni fa, come detto, Dylan aveva inviato una lettera aperta al New York Times in cui rivelava di aver subito abusi da parte del regista quando aveva solo 7 anni. Oggi la donna ha cambiato nome, si chiama Eliza Malone ed è impossibile non ricordare le parole scioccanti che Dylan aveva usato un anno dopo la rivelazione di Mia Farrow, sua madre adottiva, secondo cui Ronan Farrow sarebbe figlio di Frank Sinatra e non di Allen: ”Qual è il film di Woody Allen che preferisci? Prima di rispondere, dovresti sapere questo: avevo 7 anni quando Woody Allen mi prese per mano, mi condusse nella mansarda male illuminata al secondo piano della nostra casa. Mi disse di stendermi sullo stomaco e di giocare con il trenino elettrico di mio fratello. Dopo, mi ha aggredita sessualmente. Mentre lo faceva, mi sussurrava che ero una brava ragazza, che saremmo andati a Parigi e sarei diventata la star dei suoi film. Mi ricordo ancora che guardavo quel treno giocattolo, concentrandomi sul suo movimento. Ancora oggi, faccio fatica a guardare dei trenini”, aveva detto.
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