”Se ami la vita, devi trasmetterla. Mettendola al mondo è come se avessi seminato un giardino: ci ho provato e riprovato, e quando avevo perso ogni speranza, lei è arrivata. Ho pianto due giorni, prima di dire ‘Finalmente ci siamo’. Ero invasa di emozione. E di commozione”. A parlare è Gianna Nannini. La cantante, che non parla volentieri della sua bimba Penelope (oggi ha 6 anni), di rado affronta questo argomento anche per proteggere la sua sfera privata e, ogni volta che succede, inevitabilmente si commuove perché, come rivela la stessa Nannini nell’intervista a Vanity Fair a pochi giorni dall’inizio dell’History Tour 2016, per averla ha dovuto lottare a lungo.
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In realtà i dettagli sulla nascita della sua Penelope non sono mai stati resi noti dalla cantante. In che modo, cioè, sia riuscita a rimanere incinta a più di 50 anni e senza un compagno. Di recente la Nannini si è detta favorevole all’utero in affitto, pratica che in Italia è ancora molto dibattuta. Una dichiarazione, questa dell’artista, uscita all’indomani della nascita del figlio di Nichi Vendola, che ha generato un gran numero di critiche: ”Quello di Vendola è un atto d’amore che condivido. La pratica del cosiddetto ‘utero in affitto’, lecita in America o Canada per esempio, è come se fosse una donazione: ‘Non puoi avere figli, allora lo faccio io per te, te lo offro’. E questo va bene, è accettato, è amorevole. C’è una pratica che è invece pessima ed è quella dello sfruttamento dell’utero: ci sono coppie che, per poter avere un figlio, vanno in Paesi poverissimi dove donne senza nulla accettano di ‘dare in affitto’ il loro utero. Per soldi. Ciò è aberrante, ovviamente. Queste donne vanno difese”.
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