Il caso di Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power scomparsa nel nulla il 31 dicembre del 1994 a New Orleans, negli Usa potrebbe presto concludersi. Per anni le ricerche sono andate avanti, ma invano, e proprio la perdita di questa giovane donna tanto amata dai genitori ha contribuito a sgretolare il rapporto tra Carrisi e l’ex moglie Romina Power.
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A mettere la parola “fine” in calce a questa triste ci aveva pensato il cantante di Cellino San Marco presentando (a dicembre 2014) istanza al tribunale di Brindisi per chiedere la dichiarazione della presunta morte della figlia. Adesso la nuova speranza di piangere un corpo, come spiega Il Giorno, arriva dagli Stati Uniti grazie alla dichiarazione di Keith Hunter Jesperson, un camionista che nel 1996 confessò di avere ucciso una giovane di nome Suzanne, il nome che la figlia della coppia di cantanti aveva scelto di usare durante il suo viaggio negli States. Ora uno sceriffo della contea di Palm Beach sta compiendo accertamenti sul cadavere di quella ragazza che è sempre rimasto senza nome.
Le indagini dello sceriffo e del perito sono dunque arrivate alla figlia di Al Bano e Romina. Per questo motivo, pochi giorni fa i carabinieri di Cellino San Marco sono andati a casa Carrisi e hanno prelevato campioni di dna da tutti i componenti della famiglia da confrontare con quello della ragazza “senza nome”. Un altro reperto arriverà allo sceriffo di Palm Beach da New York, dove al momento si trova Romina Power. I campioni saranno trasmessi al Ris di Roma per la creazione dei profili: a quel punto sarà solo una questione di tempo.


