Nutrirsi al sapore di… gesso! Cosa accade ad assumere per 11 giorni solo Soylent, il beverone sostituto di un pasto? Elena Tebano, giornalista del Corriere della Sera, ha provato per 11 giorni l’intruglio color caffellatte inventato da Rob Rhinehart, ingegnere di San Francisco. Il Soylent promette di offrire al tuo organismo tutti i nutrienti necessari senza “perdere tempo” a mangiare e non ingrassando. Ma per la giornalista con Soylent non mangi, non dimagrisci, spendi meno di 4 dollari per un pasto, ma è come non vivere: “sa davvero di poco”, anzi sa di gesso.
Prima di lanciare il Soylent, Rhinehart ha vissuto per un mese nutrendosi soltanto di quello. “Il mio fisico è migliorato, la pelle è più pura, i denti più bianchi, i capelli più folti e anche la forfora è sparita”, ha annunciato sul suo blog dopo l’esperimento. La preparazione è semplicissima: un misurino di polvere, due misurini d’acqua. Le prime versioni prevedevano l’aggiunta di olio vegetale, la formula attuale è ancora più pratica e il grasso è amalgamato nella base. Si mescola con il frullatore e il pasto è pronto.
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“Il risultato – rivela la giornalista – è l’equivalente di un bicchierone di composto granuloso, con un odore a metà tra le caramelle mou e il preparato per budini. Corrisponde più o meno a 550 calorie, circa un terzo del fabbisogno calorico giornaliero per una donna adulta (e poco sportiva). Lo bevo a piccoli sorsi in un quarto d’ora: è meno dolce di quanto mi aspettassi e non del tutto spiacevole. Il problema è il retrogusto: sembra di aver masticato del gesso. E il vago senso di nausea dopo l’assunzione. A cui si aggiunge poco più tardi un leggero mal di testa”. Le istruzioni riportano: “Come ogni variazione nella dieta, mangiare Soylent può provocare effetti collaterali come flatulenza, gonfiore addominale e mal di testa finché il vostro corpo non si sarà adattato”.
Dopo dieci giorni di beverone gli effetti collaterali sono scemati. “Berlo di fronte al pc è diventato un automatismo. Il mio peso è rimasto sostanzialmente stabile e fisicamente mi sento bene. I giorni più difficili sono quelli in cui non lavoro e lo sposto a pranzo per garantirmi almeno una cena in compagnia. Il Soylent è di una noia mortale”, conclude. E soprattutto mangiare è anche cultura e un momento di socialità. Quindi perché bere quel beverone?
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