Sono trascorsi poco più di trenta giorni da quando Alberto Stasi ha lasciato definitivamente il carcere di Bollate. Il 13 giugno il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, permettendogli di scontare all’esterno della struttura il residuo della condanna a sedici anni inflitta in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Una decisione che ha riacceso il dibattito pubblico sul caso di Garlasco, ma che spesso viene interpretata in modo errato.
Molti parlano di una ritrovata libertà, ma la realtà è ben diversa. L’affidamento in prova rappresenta infatti una misura alternativa alla detenzione e non comporta la cancellazione della pena. Alberto Stasi continua a essere un detenuto che sta eseguendo la condanna fuori dal carcere e deve attenersi a una serie di prescrizioni stabilite dal magistrato di sorveglianza. Il mancato rispetto di tali obblighi potrebbe determinare la revoca immediata del beneficio e il conseguente ritorno in carcere.

Che cosa cambia davvero nella vita di Alberto Stasi
La differenza più evidente rispetto alla precedente semilibertà riguarda la gestione della quotidianità. Fino a poche settimane fa, ogni sera era obbligato a rientrare nel carcere di Bollate dopo la giornata lavorativa. Oggi, invece, vive in un appartamento preso in affitto nell’hinterland milanese, dove conduce un’esistenza estremamente discreta e lontana dall’attenzione mediatica che continua a circondare il delitto di Garlasco.
Il lavoro continua a occupare un ruolo centrale nella sua giornata. Stasi mantiene infatti l’impiego come amministrativo e contabile presso l’azienda che gli aveva già dato fiducia durante il periodo di semilibertà. Può recarsi sul posto di lavoro, incontrare parenti, amici e conoscenti, oltre a svolgere tutte quelle attività che caratterizzano una normale vita quotidiana.

Tra le attività consentite rientrano fare la spesa, frequentare ristoranti e locali pubblici, passeggiare, praticare sport e organizzare il proprio tempo libero. Può anche ricevere persone nella propria abitazione e iniziare un’eventuale relazione sentimentale. Tutto, però, deve avvenire nel pieno rispetto del programma di affidamento predisposto dal Tribunale.
Esistono, infatti, limiti ben precisi. Alberto Stasi è tenuto a rispettare un orario di rientro nella propria abitazione e non può spostarsi liberamente oltre l’area autorizzata senza ottenere un permesso specifico. Qualsiasi viaggio, sia per motivi personali sia per esigenze lavorative, richiede il via libera dell’autorità competente quando supera i confini previsti dalle prescrizioni.
Anche la sua esposizione pubblica resta fortemente limitata. Dopo le polemiche suscitate dall’intervista televisiva concessa negli anni della semilibertà, Stasi ha scelto di mantenere un profilo estremamente basso e da tempo evita dichiarazioni pubbliche, continuando a vivere lontano dai riflettori.

La concessione dell’affidamento in prova è stata motivata dal Tribunale di Sorveglianza sulla base del comportamento tenuto durante gli anni di detenzione, della buona condotta, del percorso lavorativo intrapreso e dell’assenza di elementi che facciano ritenere una pericolosità sociale. I giudici hanno inoltre valutato positivamente il percorso di reinserimento costruito nel tempo, ricordando anche che Stasi continua a risarcire, attraverso il proprio lavoro, i familiari di Chiara Poggi, come previsto dalla sentenza definitiva.
Sul piano giudiziario, invece, la situazione resta immutata. Alberto Stasi continua a essere l’unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, mentre parallelamente prosegue il nuovo filone d’indagine che vede coinvolto Andrea Sempio. La Procura di Pavia ha concluso gli accertamenti nei suoi confronti e la difesa di Stasi continua a lavorare alla richiesta di revisione del processo. Due vicende che oggi seguono percorsi distinti: da una parte l’esecuzione della pena di Stasi fuori dal carcere, dall’altra gli sviluppi investigativi che continuano a mantenere alta l’attenzione su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.


