Negli ultimi mesi il delitto di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica per i nuovi sviluppi dell’inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato. Mentre gli investigatori continuano ad approfondire ogni elemento utile per fare luce sull’omicidio di Chiara Poggi, riaffiorano anche le testimonianze che hanno segnato i primi anni della vicenda giudiziaria e che ancora oggi rappresentano uno dei racconti più toccanti di quella tragedia.
Tra le voci che più hanno colpito gli italiani c’è quella di Rita Preda, la madre della giovane uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. Le sue parole, pronunciate anni fa durante una delle prime apparizioni televisive, continuano a essere ricordate perché restituiscono il ritratto di una famiglia improvvisamente travolta da un dolore destinato a non attenuarsi mai. Ricordi personali, dettagli della quotidianità e immagini di una serenità spezzata che oggi assumono un significato ancora più profondo alla luce delle nuove indagini.

Il racconto della madre di Chiara Poggi: gli ultimi momenti prima della tragedia
Nel 2009, parlando pubblicamente per la prima volta del dramma vissuto dalla sua famiglia, Rita Preda ripercorse le ultime ore trascorse con la figlia. “La sera del 12 agosto? Era tranquilla, serena, si apprestava a cenare con Alberto (Stasi n.d.r.). Avrebbero ‘comprato una pizza e l’avrebbero mangiata a casa’, questo mi ha detto, ma se ci fosse stato qualcosa che non andava tra lei e il fidanzato non me lo avrebbe riferito, lei era molto riservata, ma io in qualche modo lo avrei capito. Io ero la mamma”, aveva raccontato.

Un ricordo che, ancora oggi, continua a emozionare chi segue il caso di Garlasco. La donna aveva ricordato anche le udienze del processo, soffermandosi sul momento che più l’aveva segnata: “Il momento più duro è stato quando il pubblico ministero ha illustrato l’aggressione. Ha parlato in modo molto sentito. Non era una semplice esposizione, erano parole piene di partecipazione”.

Le testimonianze raccolte anche nel libro L’estate di Garlasco hanno contribuito a delineare il carattere di Chiara Poggi, ricordata dai genitori nel giorno del suo compleanno come una ragazza capace di trasmettere serenità a chiunque le stesse accanto. Rita Preda aveva rievocato perfino l’ora della nascita, le 09:10 del mattino, ripercorrendo poi gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. “Lei era sempre solare, felice. Riempiva la casa, riempiva ogni luogo. Anche la voce era dolce, tenera”.
“Non l’ho mai vista arrabbiata, era una brava bambina, dolce, gioiosa. Mai un capriccio. Sempre studiosa. Una ragazza autonoma, determinata, pulita, che ci dava una mano con il fratellino piccolo quando noi non eravamo in casa”, aveva ricordato la madre. Anche il padre aveva voluto sottolineare il carattere della figlia: “Mia figlia non l’ho mai vista arrabbiata. Era buona, dolce. È stata la prima Poggi a laurearsi. Un orgoglio immenso. 110 e lode. In economia aziendale”.
Oltre ai ricordi familiari emergeva anche il ritratto di una giovane con grandi ambizioni professionali. Dopo la laurea, Chiara Poggi aveva iniziato uno stage in un’azienda informatica di Milano e guardava con entusiasmo al futuro. La madre aveva spiegato come la figlia volesse costruire il proprio percorso senza scorciatoie: “Mi diceva sempre che non voleva fare l’impiegata come me. Di un lavoro al Comune non voleva sentir parlare. Voleva diventare una manager. Stava facendo uno stage in un’azienda informatica di Milano, ha fatto tutto da sola, senza chiedere aiuto”. Un progetto di vita che si sarebbe interrotto tragicamente poche settimane dopo.
Tra i ricordi più dolorosi resta quello della comunicazione ricevuta dai genitori nel giorno dell’omicidio. Rita Preda aveva descritto con estrema lucidità l’istante in cui la loro esistenza cambiò per sempre: “Ci hanno avvisato i carabinieri alle 15:30, dicendoci che dovevamo andare subito in caserma. ‘È morta sua figlia’, mi hanno detto. Non mi hanno detto come, ma mi hanno comunicato che l’avevano trovata in casa. Ai carabinieri tocca anche questo”. Parole che restituiscono tutto lo smarrimento vissuto dalla famiglia davanti a una notizia impossibile da accettare.
Nel suo racconto, Rita Preda aveva dedicato un pensiero anche al figlio Marco Poggi, oggi ascoltato più volte dagli inquirenti nell’ambito del nuovo filone investigativo sull’omicidio di Garlasco, che vede Andrea Sempio come unico indagato. La madre aveva spiegato quanto fosse stato difficile anche per lui affrontare quella perdita: “Forse nostro figlio ha sofferto più di noi. Lo vediamo taciturno, pensoso. Era più piccolo di Chiara di sette anni, e lei era il suo punto di riferimento. Si era sempre occupata di lui con un amore immenso. Ora Marco soffre vedendoci distrutti dal dolore, ha diritto anche lui alla felicità”.
Infine, resta il legame con la villetta di via Pascoli, la casa in cui la famiglia aveva vissuto insieme a Chiara e che continua a custodire ogni ricordo della ragazza. Un luogo diventato simbolo del delitto di Garlasco, ma che per Rita Preda rappresenta soprattutto gli anni trascorsi accanto alla figlia. “Questa abitazione mi ricorda tutto di mia figlia. Ci ho vissuto dodici anni con lei, sono stati anni belli, anche se è successo quello che sappiamo io la sento vicina”. Una frase che, a distanza di tanti anni, racchiude il dolore mai sopito di una madre e il ricordo di una figlia che continua a vivere nella memoria della sua famiglia.


