Ogni anno, nel cuore dell’estate, migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo raggiungono Pamplona per assistere o prendere parte alla celebre corsa dei tori di San Fermín, uno degli eventi più iconici e controversi della tradizione spagnola. L’encierro, con i suoi tori lanciati a tutta velocità tra le strette vie del centro storico, continua ad affascinare e dividere l’opinione pubblica, tra chi lo considera un patrimonio culturale e chi ne denuncia gli enormi rischi.
La manifestazione, resa immortale dagli scritti di Ernest Hemingway, trasforma per otto giorni la città in un enorme palcoscenico dove adrenalina, folklore e pericolo convivono a ogni alba. Ogni corsa dura appena pochi minuti, ma è sufficiente perché si consumino scene di grande tensione, con centinaia di corridori che sfidano gli animali lungo un percorso in cui basta un attimo per trasformare una festa in tragedia.

Anche l’edizione 2026 ha confermato quanto la corsa dei tori resti un appuntamento imprevedibile. Nonostante l’esperienza degli organizzatori e le rigide misure di sicurezza, ogni anno si registrano feriti e momenti di autentico panico. Le immagini dell’ultima settimana hanno nuovamente riportato il dibattito sui rischi di una tradizione che continua ad attirare migliaia di partecipanti.
Il momento più impressionante si è verificato durante la quinta giornata della festa. Un toro nero si è improvvisamente separato dal branco senza che la folla se ne accorgesse immediatamente. Pochi istanti dopo l’animale ha caricato un corridore, colpendolo violentemente al lato del volto con un corno. I filmati realizzati dagli spettatori e dalle telecamere lungo il percorso hanno rapidamente fatto il giro del mondo, diventando l’immagine simbolo della pericolosità di questa edizione.

L’episodio è avvenuto sabato nel pieno della festa di San Fermín, la più conosciuta a livello internazionale tra le celebrazioni spagnole, resa celebre dal romanzo Fiesta di Ernest Hemingway. Quest’anno l’attenzione sulla manifestazione era ancora maggiore anche per il centenario della pubblicazione de Il sole sorgerà ancora, altra celebre opera dello scrittore dedicata alla Spagna.
La corsa si è svolta lungo il tradizionale percorso di 875 metri che attraversa il centro storico di Pamplona fino all’arena cittadina. Sei tori, accompagnati dai rispettivi manzi, hanno attraversato il tracciato in circa due minuti e mezzo, ma fin dalle prime fasi la situazione è apparsa estremamente caotica. Cadute, corridori ammassati sul pavé e persone sorprese dagli animali alle spalle hanno caratterizzato gran parte dell’encierro.

Il momento più drammatico è arrivato quando uno dei tori ha lasciato il resto della mandria e ha attaccato da solo un gruppo di partecipanti, colpendo un uomo al lato del viso con una cornata. In totale tredici persone hanno avuto bisogno dell’intervento dei sanitari. Le autorità non hanno confermato ufficialmente che quella sia stata la ferita al volto mostrata nei video, ma le immagini e le testimonianze raccolte lungo il percorso sembrano ricostruire in modo concorde la dinamica dell’accaduto.

L’ultima corsa dell’edizione 2026, disputata oggi e conclusiva degli otto encierros, ha registrato un ulteriore bilancio pesante: tre feriti da cornata e dieci feriti complessivi, con sette persone trasportate in ospedale. Un partecipante è stato colpito alla coscia interna con una forte emorragia, un altro ha riportato una lesione al torace, mentre un terzo è stato infilzato nella zona di Estafeta. Tutti sono stati ricoverati all’Ospedale Universitario di Navarra in condizioni giudicate stabili. Tra gli episodi più critici anche quello avvenuto nella piazza Concistorial, dove uno dei tori dell’allevamento di Jandilla ha caricato alcuni corridori fermi lungo le transenne, ferendone almeno quattro.

Il bilancio finale dell’intera edizione parla di sette feriti da cornata e 64 contusi nell’arco delle otto corse disputate. Gli organizzatori hanno evidenziato la “notevole velocità” degli animali e il numero “relativamente contenuto” di incornate, una valutazione che, osservando le immagini del corridore colpito al volto, appare a molti decisamente riduttiva.
Sebbene i decessi durante la corsa dei tori di San Fermín siano eventi rari – l’ultimo risale al 2009 – gli incidenti continuano a rappresentare una costante. Ogni anno migliaia di persone, molte delle quali straniere e alla loro prima esperienza, affrontano un percorso inferiore al chilometro condividendo lo stesso spazio con animali lanciati a tutta velocità. Un margine di errore praticamente inesistente che continua a rendere questa antica tradizione tanto spettacolare quanto estremamente pericolosa.


